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Pedemontana. Guarda (Amp) e Zanoni (Pd): trasferimento ad Anas. Puntualizzazione dell’avvocato dello Stato: impossibile

Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd

Cristina Guarda, consigliere regionale

“A questo punto, dopo aver ricevuto un contributo quasi esclusivamente pubblico per la sua realizzazione e dopo la diffida a Zaia di Impregilo, sarebbe ora di prendere in seria considerazione l’ipotesi del trasferimento della Pedemontana all’ANAS, visto che il concessionario SIS non ha i soldi per realizzarla”.
La presa di posizione è dei consiglieri regionali Cristina Guarda (AMP) e Andrea Zanoni (PD).

“La scelta di Zaia di tassare i veneti, con un inganno rispetto alle promesse della campagna elettorale di due anni fa, punta più a salvare il concessionario SIS insolvente che l’opera stessa. Un’operazione cui si aggiungono i pedaggi che penalizzeranno i cittadini del territorio, privandoli di un sistema di collegamento viario gratuito. Senza dimenticare gli espropriati che da almeno 3 anni attendono di essere pagati: sono loro che ci dicono che pagheranno 3 volte la pedemontana. E il Presidente Zaia invece di schernirsi dalle giuste contestazioni dovrebbe ammettere i gravissimi errori nella gestione del progetto”.

“Errori – concludono Guarda e Zanoni – che non si inventano le forze politiche di opposizione ma che sono verificati da una lunga deliberazione della Corte dei Conti: incerta la sostenibilità finanziaria dell’opera, un contratto con condizioni sfavorevoli al pubblico e tristemente favorevoli al privato, per non parlare dei costi, cresciuti notevolmente, superando con gli oneri capitalizzati i 3 miliardi, anche a causa delle rimodulazioni richieste per correggere alcuni grossolani errori di progettazione e alcune opere compensative. Inoltre alcune opere di raccordo non sono previste dall’accordo: siamo davvero sicuri della loro realizzazione? Anche questa volta ci tranquillizzerà, Presidente Zaia?”.

In relazione alle dichiarazioni dei consiglieri regionali Guarda e Zanoni, che propongono il “trasferimento” della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) all’Anas, dalla giunta regionale arriva la puntualizzazione dell’avvocato dello Stato Marco Corsini, commissario della SPV per la Regione Veneto.

“L’Anas è essa stessa, per definizione di legge, una concessionaria. In difetto di una norma di legge che possa disporre diversamente, l’Anas non può ricevere per assegnazione diretta dalla Regione una concessione di costruzione e la gestione di un’infrastruttura stradale senza una procedura di gara, soprattutto subentrando ad un concessionario decaduto. La natura di società pubblica dell’Anas potrebbe legittimare un affidamento “in house”, ma soltanto da parte dello Stato, cui la società appartiene in via esclusiva, non certo da parte della Regione.
Peraltro, non consta che l’Anas abbia mai manifestato interesse a intestarsi la Superstrada Pedemontana Veneta”.

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