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lunedì, Maggio 25, 2020
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Legittima difesa e inasprimento delle pene. Il Senato boccia la modifica al decreto penale. Bisinella (Fare!): “Occasione persa per dare una risposta ai cittadini”

“Ha creato scalpore che Flavio Tosi, sindaco di Verona, dica di dormire con la pistola sul comodino per paura che qualche delinquente gli entri in casa: è semplicemente tra i tanti che purtroppo si vedono costretti ad armarsi per proteggere se stessi ed i propri familiari.

Eppure oggi in Senato, con il voto sul Ddl di riforma del codice penale, si è ancora una volta persa l’occasione per dare una risposta precisa e rigorosa all’esigenza di sicurezza e tutela chiesta dai cittadini. Ancora una volta si manifesta chiaramente la mancanza di volontà da parte dell’esecutivo di pensare ad una modifica della normativa sulla legittima difesa, che invece è una priorità per i cittadini”. Lo dichiara la senatrice di Fare! Patrizia Bisinella, intervenuta oggi in dichiarazione di voto al Senato. “Non votiamo la fiducia a questo provvedimento che ci lascia totalmente insoddisfatti – prosegue Bisinella -. Se è vero che ci sono dei miglioramenti, tuttavia si è mancata l’occasione di invertire la rotta rispetto a quanto accade oggi: lassismo delle norme e delinquenti che commettano reati con sempre più violenza e che tuttavia rimangono impuniti. Servono invece carcere immediato e zero sconti per chi infrange la legge. Le cronache ogni giorno riportano episodi di cittadini assaliti nella propria casa o nelle sedi delle proprie attività e tuttavia accade quasi sempre che i delinquenti vengano rimessi in libertà dopo poco senza scontare nessuna pena, anzi accade che chi si difende in casa propria venga poi sottoposto a processo; l’episodio del ristoratore lodigiano ne è l’ennesimo esempio. La gente è esasperata e si aspetta dallo Stato una risposta precisa, che vi siano pene certe per gli autori di reati di tipo predatorio e norme chiare che non lascino più spazio a interpretazioni discrezionali di qualche giudice. Fare! ha presentato una proposta di legge a mia firma che prevede di triplicare le pene a carico di chi compie furti o rapine, senza sconti né benefici penitenziari. Non capiamo perché il governo non voglia riformare in modo rigoroso i nostri codici, con modifiche sostanziali in senso repressivo, ma anche preventivo e di deterrenza; viviamo in una situazione di allarme sociale non più sostenibile”.

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