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Un weekend tra le antiche mura

Mar 13th, 2017 | By | Category: Prima Pagina

Castello di Zumelle

Con il solito gruppetto di amici siamo nella zona di Feltre: ancora una volta la città ci affascina e nelle mezze stagioni (sic!) quando la neve non ci piace più, ma ancora non fa caldo, si fanno visite a mezza costa. I luoghi monumentali non mancano: castelli, mura, palazzi e musei. Questa volta tocca al castello di Zumelle (nel Comune di Mel), nome che deriva con grande probabilità da  gemellus, dai due gemelli che vi nacquero, ovvero Goffredo e Ildebrando.
La leggenda infatti narra che Gianserico, misterioso personaggio e uomo di fiducia di Amalasunta, regina dei Goti, alla morte del padre Teodorico nell’anno 526, dopo una congiura con Teodato, cugino di Amalasunta, fosse fuggito con l’ancella Eudosia.
I due amanti avrebbero trovato un riparo un luogo inaccessibile della Val Belluna tra le rovine di un castello. La coppia poi sarebbe stata allietata dalla nascita dei due figli gemelli, per l’appunto Goffredo e Ildelbrando. Il castello di Zumelle trae nome da questa leggenda: “castrum zumellarum” ossia castello dei gemelli.
Altra leggenda, più accreditata storicamente, fa derivare il nome da ‘zamelo’ o ‘zumelo’, ad indicare l’abbinamento con il dirimpettaio Castelvint, che sta sul versante opposto della valle del Terche, a Carve, di cui rimangono solo esili tracce. In accoppiata controllavano i transiti sulla strada del Praderadego. Quando vi arriviamo, verso la tarda mattinata, lo visitiamo anche all’interno, dove, oltre ad interessanti manufatti ed il caratteristico Mastio del XIII secolo, si trova una cappella dedicata a San Donato vescovo di Arezzo, molto venerato dai Longobardi, di edificazione altomedioevale, probabilmente dell’VIII-IX secolo. L’altare di legno è del XVII secolo e la pregevole pala del 1715. Pesantemente restaurata ad inizio 1900, per accogliere una statua della Madonna di Lourdes: da allora è anche chiamata Madonna della Grotta.
Da qualche anno il castello ospita attività didattiche per le scuole, organizza attività naturalistiche e all’interno si può anche pranzare o cenare nell’ottimo ristorante con menù medievale, menù moderno e addirittura un menù alla Harry Potter. Vi si può anche dormire. Noi però, purtroppo, non abbiamo il tempo di sederci a tavola: la colpa è mia e degli impegni che mi aspettano a casa. Prendiamo solo un caffè e dopo continuiamo la visita: scopriamo che il castello Il Castello di Zumelle è il meglio conservato di tutta la Valbelluna.  Solo le fortificazioni periferiche sono andate completamente distrutte. Il nucleo centrale, con tanto di mura e di torre, è cinto da un profondo fossato, scavato nella roccia. Si accede al castello e alla piccola corte interna attraverso una strada che si arrampica lungo il pendio.

Una salita da poco, abituati come siamo alle escursioni impegnative. La torre, alta 36 metri, è a pianta quadrangolare e presenta cinque piani, collegati da una scala in legno.
Mentre la guida ci spiega, i miei amici sono un po’ distratti: nel cortile del castello è entrato un personaggio un po’ strano, sembra una maschera, ma poi guardando meglio si vede che non è altro che un figurante. All’improvviso da dietro l’angolo del mastio sbucano i suoi compagni e le sue compagne: tutti e tutte in abito medievale. Ci avviciniamo per vedere bene e per capire di che cosa si tratti. Li sentiamo parlare in una lingua straniera, pare tedesco: forse sono austriaci. Uno di loro parla italiano e ne approfittiamo per chiedere chi siano: in un italiano stretto ma chiaro, ci dice che sono una compagnia teatrale impegnata in una rievocazione qui vicino e con l’occasione sono passati a visitare questo castello.
Gli chiediamo un selfie divertente: con un sorriso approvano e ci mettiamo tutti in posa. Sullo sfondo il castello, in primo piano noi che ci divertiamo e, finalmente, abbiamo dimenticato i problemi del quotidiano. Eh ma tornano il lunedì…intanto per il week end la montagna aiuta a cacciarli e ritempra corpo e spirito.

Bruna Mozzi

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