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Vini di qualità, il Consorzio Coste del Feltrino punta al raddoppio della produzione. Dorfmann: “Spero che questo progetto possa ottenere il finanziamento dei Fondi di confine”

Herbert Dorfmann

“Il mercato oggi chiede sempre più alta qualità e il prodotto locale attira molto: riscoprire varietà, tradizioni e ricette mi sembra una sfida molto affascinante e il progetto di questo consorzio è molto interessante”.
Così l’europarlamentare Herbert Dorfmann ha commentato l’esperienza del Consorzio Coste del Feltrino, nato nel marzo 2015 e che conta su una decina di aziende agricole impegnate nella viticultura storica. Le aziende aderenti sono di piccole-medie dimensioni e si estendono su una superficie complessiva di 20 ettari, con l’obbiettivo di raddoppiare questo dato entro qualche anno: il Consorzio punta infatti ad una crescita del numero dei suoi membri, con la speranza di associare tutti i produttori dell’area storica, dalla Valsugana fino a San Gregorio.
Sede dell’incontro tra i produttori e Dorfmann è stata l’azienda agricola Pian delle Vette, a Vignui di Feltre, fresca vincitrice di ben due premi alla fiera “BeoWine Fair” di Belgrado: è toccato al titolare Egidio D’incà guidare la visita alla cantina, seguita dalle spiegazioni sulle varietà di uva e sui metodi di produzione.
Il presidente del Consorzio Coste del Feltrino, Enzo Guarnieri, ha poi illustrato le finalità del consorzio e presentato un progetto che mira a coinvolgere il Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg di Bolzano: “Il Consorzio è nato per associare tutti i principali produttori dell’area del Feltrino nell’ottica della valorizzazione delle varietà tipiche autoctone. Questa iniziativa punta a una selezione qualitativa delle aree e delle varietà più adatte per ottenere prodotti d’eccellenza”.
Il progetto, oltre al sostegno del Laimburg, potrebbe ottenere sostegno economico dai Fondi di confine: “Il progetto tende a identificare, all’interno del territorio feltrino, le aree più adatte per la coltivazione della varietà Bianchetta, della varietà Pavane e della varietà Turca, per capire poi come ottenere prodotti sempre migliori e di alta qualità”, ha spiegato Guarnieri.
“Spero che questo progetto possa ottenere il finanziamento dei Fondi di confine, – ha concluso Dorfmann – perché i fondi hanno l’obbiettivo di creare economia sul territorio, e lo sviluppo dell’agricoltura è sicuramente una parte importante nell’economia alpina”.

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