Friday, 22 November 2019 - 00:01
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Amministrative Belluno: otto candidati al via, cinque in prima fila

Mar 8th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Mentre è ancora in corso il rituale dell’accoppiamento tra le liste del sindaco uscente Jacopo Massaro e quella del Pd, come in un valzer lento tra coniugi separati e ora riappacificati che alternano sentimenti di amore e odio, all’orizzonte già si delineano le altre formazioni pronte alla gara per Palazzo Rosso.
Per il centrodestra oramai è consolidato il nome di Paolo Gamba, candidato sindaco, con una sua lista civica che proverà a raccogliere ciò che è rimasto di Forza Italia e An. La Lega Nord ha detto di voler correre da sola con Franco Gidoni, attualmente consigliere regionale, ma non si può escludere che vi siano ancora margini per un’alleanza con Gamba. Del resto, la Lega è debole a Belluno, tant’è che alle precedenti elezioni non è riuscita nemmeno ad eleggere un solo consigliere. Anche i tosiani rappresentati a Belluno da Leonardo Colle, segretario provinciale del Movimento “Fare con Tosi” sono al lavoro per formare una lista per correre da soli. Ma anche qui le percentuali in gioco sono esigue, e dunque anch’essi potrebbero confluire con i loro candidati in appoggio ad una lista di centro.  C’è poi Franco Roccon, candidato sindaco con una sua lista civica che si colloca nel centrodestra. Mentre all’estrema sinistra troviamo un nome nuovo, Elder Rambaldi candidato sindaco per il Partito comunista dei lavoratori, che potrebbe raccogliere i delusi delle politiche del Pd del dopo Berlusconi. Sciolte le riserve anche per i 5 Stelle, che correranno con il candidato sindaco Stefano Messinese. Alle precedenti elezioni avevano raccolto circa il 10% dei consensi guadagnandosi due consiglieri. Se le amministrative seguono il trend delle politiche, il loro consenso aumenterebbe certamente e scatterebbe un terzo consigliere.

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

In ogni caso, se tutti  i candidati sindaco dovessero correre da soli, avremmo la bellezza di 8 candidati ai blocchi di partenza. Troppi. Ma è verosimile ritenere che qualche accordo andrà a buon fine. Il più importante, per le percentuali in gioco è ovviamente quello tra Massaro e il Pd. Il Partito democratico si è dichiarato disposto a “sacrificare” la sua candidata Erika Dal Farra nonché segretaria provinciale del partito per appoggiare Massaro. Il problema è sorto sul simbolo. Massaro vorrebbe che il Pd vi rinunciasse per consegnargli una lista civica in suo appoggio. Potrebbe sembrare un dettaglio. Ma a volte la forma e anche sostanza. L’elettorato Pd, che alle precedenti elezioni valeva il 18% e in coalizione con le altre liste che sostenevano Claudia Bettiol raggiungeva il 27%, accetterebbe di rinunciare al suo pedigree storico di appartenenza?  Difficile dirlo. Certo è che Massaro, che alle precedenti elezioni aveva poco più del 24% al primo turno, e con l’alleanza al Pd potrebbe diventare sindaco al primo turno. Certo la forza del Pd di oggi non è più quella di 5 anni fa, ma nemmeno quella del centrodestra è tale come allora.  Supponiamo che alla fine l’accordo si faccia.

Avremo quindi un centrosinistra con Massaro. Uno zoccolo duro dei comunisti con Rambaldi. Gamba con la Lega per il centrodestra. Roccon in solitaria sempre al centrodestra. E i Cinque Stelle con Messinese.

Share

Comments are closed.