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8 marzo, Giornata internazionale della donna: niente mimose, riprendiamo la lotta. Il Partito comunista dei lavoratori di Belluno sostiene la mobilitazione

Mar 6th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Cronaca/Politica, Prima Pagina

Elder Rambaldi segretario provinciale partito comunista dei lavoratori

Il Partito Comunista dei Lavoratori a livello nazionale sostiene la giornata di mobilitazione delle donne dell’8 marzo organizzata da “Ni una menos”.  Non possono certo mancare il nostro sostegno e partecipazione all’appuntamento bellunese di questo movimento.
Rivendichiamo come nostre (del movimento operaio e dei comunisti) le origini dell’istituzione della giornata del 8 marzo, la giornata internazionale della donna, istituita con la II Conferenza internazionale delle donne socialiste nel 1912. L’istituzione di una giornata di mobilitazione internazionale per combattere la doppia oppressione della donna: quella in quanto donna e quella in quanto lavoratrice.
Da tempo nel nostro paese mancava una dimensione nazionale delle mobilitazioni e un’organizzazione generale di riferimento per le rivendicazioni femministe, perciò accogliamo con piacere l’irruzione di “Ni una menos”, con la contemporanea speranza che questo movimento possa maturare e svilupparsi, superando alcune mancanze. Noi ci partecipiamo con le nostre posizioni.

Il Partito Comunista dei Lavoratori, nella sua battaglia generale per una nuova società, pone in modo prioritario il compito dell’emancipazione della donna.
Evidenziamo che l’oppressione della donna (e di riflesso delle minoranze sessuali) deriva storicamente dal sorgere della società divisa in classi, dalla divisione sociale dei ruoli, dalla difesa della famiglia, dalla difesa della proprietà privata e della sua trasmissione/riproduzione. Per questo la via della liberazione della donna dal patriarcato è indissolubilmente legata alla lotta contro la società divisa in classe, contro il capitalismo.

Nella campagna elettorale il PCL dedica alle donne un punto corposo del suo programma: istituzione e finanziamento di centri antiviolenza, incentivo di corsi di autodifesa, istituzione di strutture e presidi medici che consentano alle donne di abortire in piena libertà e sicurezza, verifica e controllo di tale diritto nelle strutture sanitarie del territorio; per liberare la donna dal lavoro domestico sviluppare servizi pubblici e popolari come lavanderie, sartorie, mense di quartiere, centri per anziani e disabili, asili, nidi, strutture per la cura del figlio nel doposcuola; contrastare le politiche di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi e rivendicarne il controllo da parte delle donne e degli operatori.
Per l’otto marzo quindi niente mimose, riprendiamo la lotta!

Partito Comunista dei Lavoratori – Belluno

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