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giovedì, Luglio 9, 2020
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Sala del commiato e cremazione. Roccon: “Perché Belluno dev’essere sempre in ritardo”?

“Chiamato in causa da Paolo Bampo sulla stampa locale, relativamente agli impegni che i candidati sindaci di Belluno dovrebbero assumere, per quanto riguarda una “Sala commiato” e un servizio cremazioni per i defunti, mi corre l’obbligo di riferire la mia posizione”.

Lo precisa il candidato sindaco Franco Roccon ( Lista Civica Civiltà Bellunese).

“E’ avvilente – prosegue Roccon –  osservare che nulla sia stato ancora fatto e che si debba reiterare un sollecito all’amministrazione, in materia così delicata, dopo gli atti ufficiali già determinati dal governo cittadino. Non si tratta unicamente di un fatto etico relativo alla parificazione tra lo stato laicale e quello confessionale, ma anche di vero e proprio rispetto umano per i nostri defunti che, se non credenti, sono spesso salutati per l’ultima volta in luoghi aperti e non appropriati alla loro dignità ed affidati alla curiosità di ignari passanti, oltreché alle bizze meteorologiche e stagionali tipiche di Belluno. Sempre di più sono i cittadini che scelgono il rito abbreviato di un funerale laico e appare altresì improbabile che il demanio cittadino non sia in grado di offrire un qualsiasi spazio pubblico chiuso o coperto, utile alla bisogna. Ci sono scuole, uffici pubblici ed altre strutture inutilizzate che potrebbero essere dedicate a determinate funzioni, con costi irrisori. Le famiglie, inoltre, potrebbero concorrere finanziariamente con un quantum per ogni utilizzo, al pari di ciò che, giustamente, viene elargito alla chiesa ed ai parroci per il servizio funebre da questi svolto.
Per quanto concerne un sito dedicato alle cremazioni, è evidente il ritardo delle amministrazioni locali nell’avviare un progetto che vada ad accontentare quel 25% (crescente sempre più), sui circa 750 decessi all’anno, che nella nostra provincia scelgono il metodo alternativo alla sepoltura. Da non sottovalutare che ai parenti rimane un ulteriore costo ( 400-500€ ) per andata e ritorno della salma per la cremazione a Mestre, spesso prolungando l’attesa anche di una settimana per avere le ceneri del proprio caro.
Concludendo e rispondendo in concreto alla domanda di Bampo, che ben 25 anni fa si era già posto giustamente il problema, in qualità di candidato sindaco, affermo la fattibilità immediatamente operativa della: “Sala del commiato”. Per la cremazione c’è da fare, oltre ad un puntuale studio sul trend dei decessi provinciali (vista l’anzianità della popolazione bellunese), anche sull’incremento delle richieste di utilizzo e, non per ultimo, sul costo effettivo dell’opera e sul suo ammortamento nel tempo. Il tema va affrontato comunque senza ipocrisie o falsi pudori, visto che stiamo parlando (al momento) di un quarto della popolazione. Perchè Belluno deve sempre essere in ritardo su quasi tutto? Conegliano aprirà nel 2018 una struttura per la cremazione. Ancora una volta, dovremo forse guardare a sud per avere un servizio un po’ più vicino?

Sarà la sconfitta di amministratori miopi che guardano solo al quotidiano – conclude Roccon –  e non alla programmazione di una città capoluogo… Anche in questo settore”!

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