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lunedì, Giugno 1, 2020
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Veicoli d’interesse storico dai 20 ai 30 anni. La Regione tenta la via della proposta di legge

 

Una proposta di legge che torni a dare una spinta effettiva al settore. E’ l’impegno con cui il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin ha chiuso l’incontro che si è svolto oggi con i rappresentanti nazionali e regionali delle associazioni e dei club dei registri abilitati alla certificazione delle auto e moto di interesse storico e collezionistico per la condivisione di un nuovo percorso da intraprendere assieme ai fini della valorizzazione di questo patrimonio culturale.

La Corte Costituzionale con la sentenza 242/2016, ha rovesciato l’art. 2 della Legge regionale n. 6 del 2015 nella quale si reintroduceva un’agevolazione non espressamente prevista dalla legga nazionale e dunque anticostituzionale. Ossia il bollo auto forfettario sulla circolazione per tutti i veicoli con anzianità tra i 20 e i 29 anni.

I rappresentanti delle associazioni nazionali e dei club regionali presenti all’incontro hanno sottolineato che non tutti i veicoli circolanti di tale età sono stati oggetto di conservazione e cura tali da farli rientrare nella categoria dei beni culturali, riconoscibili di particolare interesse storico e collezionistico ai sensi del codice della strada (art. 60 d.lgs 285/1992). Pertanto il percorso di tutela e valorizzazione che la Regione del Veneto intende avviare in stretta collaborazione con tutti gli interessati del settore si orienterà solo ed esclusivamente verso quei veicoli, auto e moto, effettivamente costituenti patrimonio culturale del Veneto.

La passione per l’auto e la moto storica alimenta ogni anno nel Veneto un indotto in termini di turismo, ma sostiene anche un settore artigianale di supporto alla manutenzione di questi beni che coinvolge numerosi posti di lavoro e professionalità a cui sono interessate anche per le più importanti case automobilistiche e motociclistiche europee ed asiatiche.

Il vicepresidente Forcolin impegnerà quindi nei prossimi mesi le proprie strutture per predisporre insieme ai rappresentanti delle associazioni e dei club una proposta di legge per ridare spinta al settore, considerato l’elevato valore aggiunto che può fornire al territorio in termini di patrimonio culturale, di attrattività turistica e di occupazione.

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