Monday, 20 November 2017 - 07:51

Black-out elettrico. Comitati civici Valbelluna: basta linee aeree in montagna

Feb 28th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Come abbiamo detto e ridetto mille volte, i cavi in aereo in montagna non si mettono. Quanto accaduto nell’alto Agordino deve servire come ennesima prova per non ripetere gli stessi errori nei futuri progetti di Terna, in Valbelluna come a Cortina e Auronzo”.

Lo affermano i Comitati civici della Valbelluna in relazione al blackout che ha paralizzato gli impianti di risalita del comprensorio sciistico dell’Alta val Badia ieri, lunedì 27 febbraio.

“Ricordiamo che le reti elettriche in Agordino – prosegue la nota dei Comitati – hanno subito interventi molto di recente, ma questo non ha impedito un nuovo blackout, che ha comportato disagi per la popolazione e per i turisti. Figuratevi se una cosa simile succedesse durante i mondiali di sci del 2021.
Si può fare un buon lavoro nella sistemazione della rete elettrica bellunese, come è stato fatto in Trentino. Forse questa volta, visto che a rimanere al buio è stata la Val Badia, qualcosa cambierà e saremo ascoltati.
La stessa Regione Veneto, del resto, ha preso coscienza del problema chiedendo l’interramento della Dolo-Camin.
Da sempre in mare si trasporta energia in cavo perché si è costretti. E’ ora di farlo anche in montagna. E se l’amministratore delegato di Terna esce sulla stampa dicendo che la società è pronta a investire 4 miliardi di euro per sistemare la rete italiana, gli suggeriamo di cominciare ad interrare i cavi nel Bellunese. Questa terra ha dato e continua a dare molto se si parla di energia elettrica, ma in risposta continua ad essere flagellata da inconvenienti che puntualmente ci colpiscono procurandoci danni economici, disagi e nei casi peggiori con perdita di vite umane.
Le reti future si devono interrare – conclude la nota dei Comitati civici – , quindi nessun sindaco firmi accordi diversi da questo, qualunque sia la scusa di Terna. E dove esistono criticità importanti, sia per la salute che per il disservizio che si può creare ad ogni rottura, lo deve pretendere”.

 

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