Saturday, 18 November 2017 - 12:16

Bertoldo il matto e la principessa del castello sul Monte Cristallo

Feb 26th, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Questo week-end non ho voglia di andare a fare trekking e me ne sto in panciolle a leggere, stesa sul sofà dell’appartamento che gli amici mi hanno prestato per questi giorni, hanno preferito una vacanza esotica e calda al mare caraibico. Io invece eccomi qui con uno dei libri sulle leggende della montagna.

Ne trovo una tra le numerosissime, relativa al Monte Cristallo, dove un tempo risplendeva un castello che dominava la valle e naturalmente era abitato da una splendida principessa. Le solite fortunate principesse taglia 38, capelli lunghi e biondi, occhi color del cielo. Aveva moltissimi pretendenti che aspirato alla sua mano, ma venivano cacciati se non sapevano superare la prova che lei proponeva a ciascuno: raccontare una storia che la riguardasse, che fosse verosimile, ma che le fosse sconosciuta. I suoi pretendenti ne raccontarono di storie e anche delle più varie e originali. Quando iniziavano il loro racconto venivano osservati così intensamente dai meravigliosi occhi azzurri di lei che spesso perdevano il filo del discorso. In più c’era sempre il cerimoniere di corte che, con abili domande, faceva cadere in contraddizione chi fosse giunto a fine storia.
Sospendo la lettura per rispondere al telefono: sono gli amici che mi chiamano dalla spiaggia lontana per un saluto e…per farmi impallidire di invidia, mentre loro si stanno abbronzando in riva al mare. Ma taglio corto inventando una scusa qualsiasi e da lì a poco torno alla mia fantastica lettura.

Un giorno la principessa sentì cantare una bella canzone e chiese chi ne fosse l’autore. Era “Bertoldo il matto”, un pastore che, da quando l’aveva vista, se ne era pazzamente innamorato, aveva smesso di lavorare ed era diventato poeta da un giorno all’altro; aveva anche provato ad andare alla sua corte, ma era stato respinto per le sue umili origini. La principessa volle dare anche a lui una possibilità. Lui allora, giunto al castello, cominciò a raccontare di posti lontani, molto lontani: i campi dei beati. Lì un tempo vivevano tutti gli uomini e le donne. Ciascuno aveva un dovere da compiere: i sudditi amavano la loro regina buona e giusta, ma ciò che più ammiravano erano i suoi splendidi occhi.
Un giorno arrivò un angelo ad annunciare che tutti gli abitanti degli Elisi sarebbero scesi sulla terra e s’informò su come ognuno avesse svolto il proprio compito. Tutti erano stati più o meno negligenti tranne il pastore e la regina. L’angelo lodò il pastore e la regina e permise loro di esprimere un desiderio che sulla terra si sarebbe avverato. Il pastore chiese che la regina conservasse gli occhi lucenti e meravigliosi. La regina per ricompensarlo invece chiese che venisse esaudito il maggior desiderio che il pastore avesse avuto una volta sulla Terra.
La preghiera del pastore era stata esaudita perché la principessa avete conservato quei celestiali occhi, ma il pastore disse che non sapeva se l’angelo aveva esaudito il desiderio di lei.
Il cerimoniere prese parola e riconobbe che il racconto riguardava la principessa: era un fatto che lei non conosceva ed era verosimile perché non si può sapere cosa è avvenuto nei campi dei beati…ma aveva una grande lacuna. Se tutti erano vissuti lì, come mai nessuno ne ricordava, tranne Bertoldo? Il pastore fu calmo e sicuro e rispose che il ricordo di quei luoghi torna alla mente quando si rivede l’ultima cosa che si vide lì. Bel tipo questo Bertoldo, eh?
Altra interruzione telefonica, ma questa volta di lavoro: la liquido in trenta secondi e torno a tuffarmi nel racconto.
Chissà come finirà? Il cerimoniere per quanto pensasse a mettere in difficoltà il pastore, non riuscì a pensare a nulla di valido, nessuna domanda per contraddire Bertoldo. La principessa porse la sua mano e con quel gesto gli donò il suo regno e se stessa. Il nome di Bertoldo è rimasto legato a Monte Cristallo, che ancor oggi gli Ampezzani chiamano Croda de Bertoldo (Rupe di Bertoldo).

Chiudo il libro, chiudo pure gli occhi e dopo un po’ sogno di questa principessa e del pastore: sarà un attacco di romanticismo o solo stanchezza?
Intanto, domattina farò colazione ammirando dalla finestra il Cristallo e pensando alle sue leggende.

Bruna Mozzi

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