Sunday, 24 September 2017 - 10:34

Una richiesta al futuro sindaco di Belluno: ci dia la sala del commiato

Feb 25th, 2017 | By | Category: Lettere Opinioni, Riflettore, Società, Istituzioni

Salle des départs a Garches (Parigi) di Ettore Spalletti

Uno spazio dignitoso dove dare l’ultimo saluto a chi muore e non è credente, oppure professa un’altra religione. La sala del commiato, o come la chiamano a Parigi, la Salle des départs, la sala delle partenze, da dove il feretro parte per l’ultimo viaggio, nel rispetto delle ultime volontà espresse in vita dal defunto.
Penso a un luogo in cui l’addio possa essere accompagnato da letture, musica, oppure da immagini video che ritraggono la persona scomparsa nei momenti felici, con amici e familiari.
Il tutto, in omaggio al Dpr del 14 gennaio 1997 che prevede che addirittura in ogni Comune si debba attrezzare una sala per onoranze funebri. E se in tutti i comuni ciò è difficilmente realizzabile, almeno nel comune capoluogo questo sforzo di civiltà dovrebbe essere compiuto.
E poiché questa giunta si avvia alla conclusione del suo mandato, la mia richiesta, certo di rendermi interprete del desiderio di molti concittadini, è rivolta al futuro Primo cittadino.
Sarebbe una magnifica collocazione per la sala del commiato uno spazio a pianterreno nel palazzo che ospitava il Museo civico di Belluno. Oppure a Palazzo Minerva in via Mezzaterra. Ma sono solo degli esempi.
Per le risorse economiche si potrebbe invocare la cosiddetta “legge del 2 per cento” ossia la 717 del 1949 emanata dal governo De Gasperi, che prevede di destinare il 2% della spesa prevista per la costruzione e ricostruzione di edifici pubblici e il loro abbellimento con opere d’arte. Affidando quindi l’allestimento degli interni attraverso un bando pubblico contenente un progetto artistico da inserire in questi spazi.
Un po’ quello che è stato fatto nel 1996 nell’obitorio dell’ospedale Raymond Poincaré, a Garches, vicino a Parigi, come mi ha raccontato Emilio Marcer, un bellunese residente a Milano che ringrazio della segnalazione e della storia che, come vedremo, ha un filo sottile che la lega a Belluno.
“Quando in una comunità qualcuno sente una spinta per rendere più vivibile dignitoso il proprio paese – afferma Marcer – , si sta creando cultura. Un seme o un sentimento che se trova le giuste risposte e il dovuto sostegno genera cultura. Anni fa a Parigi, in un ospedale dove venivano ricoverati i corpi di gente di ogni parte del mondo che accidentalmente morivano nella capitale francese, alcuni medici ed infermieri si fecero portatori di un’idea. L’idea era che i parenti dei morti arrivati da lontano senza a volte conoscere la lingua, per cercare un parente deceduto e doverlo riconoscere, fosse giusto offrire loro un posto più umano e fosse pure giusto offrire anche a chi vi lavorava, una dignità. Ebbene, lì esiste la Fondation de France, che raccoglie queste idee e ne sceglie alcune, trova i finanziatori e le realizza in giro per ogni citta o paesino della Francia. Per realizzare la Salle des départs, la sala delle partenze hanno scelto un artista italiano, Ettore Spalletti. Incaricata della Fondation de France che seguiva il lavoro era Catia Riccaboni, nata a Ginevra, mediatrice culturale, papà bresciano e mamma bellunese”.
Roberto De Nart

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2 comments
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  1. Una richiesta più che fondata, ma la domanda è davvero tardiva. Basta votare la persona giusta: Franco Roccon l’ha inserita tra i punti del suo programma molti mesi fa. Saluti e a presto. Francesca J.

  2. Per la verità, a porre la questione per primo è stato Paolo Bampo, venne poi ripresa dal Movimento 5 Stelle di Belluno nel precedente programma elettorale, infine il candidato sindaco Franco Roccon l’ha fatta sua. Io ho raccontato una storia accaduta a Parigi che mi è stata suggerita da un amico bellunese residente a Milano e ho inserito dei riferimenti di legge.
    Roberto De Nart

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