Saturday, 23 September 2017 - 02:15

Una briscola a Sagrogna

Feb 19th, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Sole, aria frizzantina di febbraio e aria buona: ingredienti di una ricetta vincente per una buona escursione in montagna. E così mi son prefissata per questo week-end, come molti altri negli ultimi mesi. Ma si sa che a volte il destino fa andare le cose diversamente da come vogliamo: siamo entrati da poco nel periodo di Carnevale e in montagna come altrove, al mare o in città, si organizzato sfilate e carri mascherati. Frizzi e lazzi la fanno da padroni.
Sono al bar del paese che mi bevo il secondo caffè della mattinata in attesa di una coppia di amici austriaci scesi nel Bellunese per trovare dei parenti. Si fa tardi e sono già in ritardo di circa 20 minuti. Prima mando loro un messaggio, poi decido di chiamarli: mi dicono che hanno trovato il centro chiuso per le sfilate di carnevale e che non possono esserci all’appuntamento. Saluto con garbo e improvviso un caldo saluto di circostanza, ma dentro me fremo di rabbia, perché avevo organizzato una bella escursione con tappe in baita e rientro in tempo per la manifestazione folkloristica in piazza. Nulla di che. Ho altre opzioni.

Una sarebbe di andarmene a camminare in solitaria, ma oggi ho voglia di stare in compagnia e allora sfoglio il quotidiano locale in cerca di qualche cosa di stuzzicante: Carnevale in Nevegal? Hip hop in qualche localino? Un spettacolino divertente a teatro? Poi, alla fine mi colpisce una foto con un full d’assi e l’annuncio di un torneo di briscola. Si comincia alle 14:30 presso un agriturismo in località Sagrogna: non lo conosco ma chiedo al ragazzo del bar che è di qui e che mi sa dare tutte le informazioni del caso. Si gioca a coppia e anche se io non ho un partner (per le carte…) sono certa che lo troverò lì. La prospettiva è intrigante e oltre a questo anche il monte premi è allettante: si va dal primo premio che è di 600 euro a prodotti alimentari vari per gli ultimi fino all’ottava coppia classificata. Ho notato infatti che in foto ci son prosciutti e salumi vari…in questi tempi di chiari di luna non fan male. Ci si iscrive con 25 euro a coppia e …il gioco è fatto: faitez vos jeux… il tutto finirà alle 18:30. Faccio un tentativo di chiamare all’ultimo un amico di qui ma il telefono è muto; provo poi con la mia solita amica di trekking, L*, ma mi dice che è a letto con un febbrone da almeno 4 giorni.

Desisto e mi avvio alla scoperta del gioco della briscola: questo gioco ha origine nei Paesi Bassi alla fine del Cinquecento, arrivato nella penisola grazie ai francesi, ha subito poi variazioni così profonde da poter essere considerato un gioco di origine italiana. Si gioca – come sanno tutti qui in paese (ma non solo qui ) – con un mazzo di 40 carte, compresi i vari fanti, cavalli, re, di semi italiani o francesi. Spero che qui si giochi con le trevigiane, perché – confesso – con altre mi gira la testa e son sicura di perdere. La briscola: mi insegnò a giocare un caro vecchietto di qui, molti anni fa, quando ero ancora piccolina e venivo in montagna da queste parti con i genitori e gli zii appassionati di camminate. Per anni non ho giocato, considerandolo gioco da osteria, ma negli ultimi tempi mi ci sono riavvicinata, forse per fare invidia (chissà?) alle mie amiche appassionate invece di burraco e di bridge: “son giochi da snob!” dico loro quando me ne parlano. E inizio con la solita tirata sul Veneto e sulle abitudini dei padri che vanno conservate, sulle sacre consuetudini dei nonni e roba simile.

Mi auguro che il mio compagno di oggi conosca i cosiddetti “motti” ovvero i gesti da associare alle varie carte: la mia specialità sono le labbra chiuse in fuori (l’asso) o gli occhi al cielo (re di briscola)…spero poi di non aver bisogno di fare soffiatine a destra e a manca (assenza di briscole) perché in tal caso anche la prospettiva del piccolo prosciutto per l’ottavo posto potrebbe sfumare.
Bene mi avvio e in bocca al lupo!

Bruna Mozzi

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