Thursday, 23 November 2017 - 05:28

Guadagnini (Siamo Veneto): “Il sindaco di Treviso Manildo (Pd) emana un’ordinanza anti-slot, mentre il suo partito a Roma blocca la mia proposta di legge”

Feb 7th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Antonio Guadagnini, consigliere regionale

In questi giorni sono apparsi numerosi articoli sui quotidiani locali e nazionali incentrati sui problemi legati al gioco d’azzardo istantaneo.

Ha fatto notizia infatti la proposta del sindaco di Treviso del Partito Democratico Manildo, di inasprire le multe a chi non rispetta le leggi (poche) vigenti in materia, auspicando una forte riduzione delle macchinette sul proprio territorio comunale.

Antonio Guadagnini (Capogruppo di SiamoVeneto in consiglio regionale) commenta così: “Bene, l’iniziativa di Manildo, vorrei però ricordargli che un mio progetto di legge su questo argomento è stato approvata nel giugno 2016 dal Consiglio Regionale e trasmesso al Parlamento di Roma (PDLS 19). La mia proposta tocca tutti i punti da lui sollevati e andrebbe a regolamentare una volta per tutte la materia. Basterebbe che i suoi colleghi democratici, che attualmente ci governano, si decidano a farla votare e approvare”.

Il giro d’affari in Italia è difatti di 7.9 miliardi di euro al mese, 181 mila euro al minuto, importo superiore al fatturato di Mercedes e Amazon. E a giocare non sono certe le fasce “ricche” della popolazione: gioca infatti il 47% degli indigenti e il 48% degli studenti. Le spese sanitarie annuali per ogni malato, sono di 38.000€. E nonostante negli ultimi 5 anni le giocate siano aumentare del 44%, gli incassi per lo Stato non solo non sono saliti, ma sono scesi del 4%.

In sostanza afferma Guadagnini: “lo Stato non guadagna praticamente nulla e anzi, deve sostenere spese sanitarie elevatissime. Pura follia”.

Prosegue poi Guadagnini: “molti Comuni veneti da Colognola a Verona fino a Treviso propongono o hanno introdotto norme per arginare il diffondersi delle slot machine soprattutto vicino alle scuole e ai centri frequentati dai giovani. In Veneto il fenomeno è particolarmente grave, basti pensare che nel veneziano i malati cronici nel 2010 erano 17, oggi sono 162 e come spiegato dal direttore per le dipendenze dell’ULSS3 Mauro Cibin, si tratta di una vera e propria dipendenza paragonabile a quella di alcool e droghe”.

Conclude poi: “la Regione veneto non ha competenza legislativa su questa materia, come su molte altre, e si ritrova costretta ad attendere i tempi biblici dell’inconcludente politica romana. Se il Parlamento non è in grado di legiferare su questi argomenti, ci venga data la possibilità di farlo per conto nostro. Non vi è alcun dubbio che saremmo perfettamente in grado di farlo”.

 

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One comment
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  1. Ho dei seri dubbi che corrisponda al vero il fatto che lo Stato non guadagni più, così come l gestori non lucrino sulle attività ludiche. Altrimenti non ce ne sarebbero così tante in giro..

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