Saturday, 18 November 2017 - 12:02

No alla proposta spezzatino Provincia-Veneto Strade-Anas di Quinto Piol da un gruppo di lavoratori di Veneto Strade

Feb 4th, 2017 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Lettere Opinioni, Riflettore

Come dipendenti di Veneto Strade Spa, pur fortemente preoccupati per la situazione di grave incertezza in cui da troppo tempo versa la società, ci eravamo ripromessi di evitare qualsiasi polemica sulla delicata questione della manutenzione delle strade bellunesi, anche e soprattutto nella consapevolezza che la criticità del momento, per essere risolta positivamente e in maniera duratura come noi tutti ci auguriamo, necessita dell’apporto fattivo ed unitario di tutti i soggetti coinvolti ed interessati.

Purtroppo la recente, infelice uscita pubblica del consigliere di amministrazione Quinto Piol, avvenuta dopo settimane di assordante silenzio, suo e dei suoi colleghi bellunesi in CdA (nientemeno che il “padre fondatore della Direzione operativa di Belluno” Oscar De Bona e l’avvocato feltrino Enzo Guarnieri), ci ha convinto a scrivere queste considerazioni.

Davvero il signor Quinto Piol, esponente di peso del PD bellunese, nonché “braccio destro” di quel Sergio Reolon che da Presidente della Provincia di Belluno, nel 2008, spinse con decisione e concretizzò il passaggio ad un unico gestore (Veneto Strade Spa, nella fattispecie) anche delle cosiddette strade provinciali storiche – quelle “ex Anas” erano già passate in gestione nel 2002, quando Veneto Strade Spa nacque – è seriamente convinto che “in via temporanea” la triangolazione Provincia-Veneto Strade-Anas sarebbe un buon metodo per salvare la società Veneto Strade Spa (e magari anche il compenso mensile dei membri del Consiglio d’Amministrazione) e insieme i posti di lavoro e il servizio sulle strade bellunesi?

Noi non siamo assolutamente convinti che la proposta-Piol sia percorribile né, tantomeno, vantaggiosa per i cittadini utenti delle strade bellunesi oltre che per noi lavoratori. Gestire la viabilità in una provincia di montagna non è affare semplice come bere un caffè e parimenti non è semplice “trasferire provvisoriamente” (fino a quando? è lecito domandarsi), declassandoli a service, uomini, mezzi e servizio.
Considerato che nei palazzi veneziani non importa nulla della “questione Belluno”, anzi, ci sentiamo di ribadire un concetto semplice, ma che pare sfuggire ai vari soggetti che dovrebbero operare per garantire un futuro meno incerto alla vivibilità di questo territorio.

Serve un’azione forte, coesa, determinata da parte di tutti i bellunesi: quelli in CdA di Veneto Strade Spa, i parlamentari, le forze economiche e sociali, i sindaci, gli amministratori provinciali, senza alcuna distinzione di colore ed appartenenza politica. L’obiettivo deve essere unico: far sì che lo Stato reperisca e garantisca i fondi per la manutenzione delle strade in modo continuativo e non “una tantum”.
Alla faccia della specificità, verrebbe da dire. Non è più il tempo delle chiacchiere e delle trovate estemporanee, bensì è l’ora di agire con serietà e giudizio per trovare una soluzione stabile e sicura alla questione della manutenzione delle strade in provincia di Belluno.

Un gruppo di lavoratori Veneto Strade

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