Thursday, 23 November 2017 - 05:39

La demografia d’impresa nelle province di Treviso e Belluno nel IV trimestre 2016. Analisi e dati della Camera di commercio di Treviso e Belluno

Feb 3rd, 2017 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Al 31 dicembre 2016 nei territori di Treviso e Belluno si contano 94.065 imprese attive, di cui 28.254 artigiane (il 30%).
Dal confronto con la situazione di un anno fa, è proseguita la contrazione del numero di imprese, ma in modo meno intenso:
– in provincia di Treviso si contano -547 imprese attive (-0,7% sul totale), contro le -699 di un anno fa;
– in provincia di Belluno si contano -119 imprese attive (-0,8% sul totale) contro le -207 di un anno fa.
Si collocano in controtendenza negativa tre comparti:
– il commercio al dettaglio: a Treviso la flessione è di -171 imprese (contro le -120 dello scorso anno); a Belluno la flessione è di -49 imprese (contro le –23 dello scorso anno);
– l’edilizia: la flessione di -307 imprese nel trevigiano (contro le -240 dello scorso anno) e -52 nel bellunese (contro le -86 dello scorso anno) per un totale complessivo di -359 imprese, peggiore di quanto registrato lo scorso anno (-326 in totale);
– l’artigianato, in buona parte per effetto della contrazione nell’edilizia. A Treviso il comparto perde 347 imprese (contro le -198) dello scorso anno. A Belluno si contano -66 imprese artigiane (contro le -81 dello scorso anno). Comunicato Stampa Treviso, 3 febbraio 2017
“La propensione a fare impresa resta dentro tendenziali negativi. E dobbiamo sempre di più interrogarci sulle cause profonde di ciò, senza consolarci dietro la decelerazione del fenomeno – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio, Mario Pozza – “Preoccupa questa onda lunga della crisi che si estende ora anche al commercio al dettaglio. Cosa che rinvia almeno a tre macro temi: redditi e propensione al consumo delle persone; la re-immersione dell’esperienza del consumo nei tessuti urbani e nella dimensione della prossimità; lo sviluppo dell’e-commerce.

Mario Pozza presidente CCIIAA Treviso Belluno

Quanto al calo di imprese nell’artigianato – ci tiene a precisare il presidente – bisogna davvero evitare di fare di ogni erba un fascio. Qualcuno ha voluto trarre conclusioni un po’ affrettate, sostenendo che siamo tornati indietro di 30 anni. Noi abbiamo
provato a guardare meglio dentro a questi dati, e abbiamo colto in realtà due tendenze opposte. Continua, certo, l’emorragia della micro-impresa artigiana, quella delle partite Iva o con dimensioni fino a 5 addetti. Tiene invece il tessuto artigiano più
strutturato, dai 6 addetti in su, anche in termini occupazionali. Non è un caso – spiega Pozza – che il grosso delle contrazioni d’imprese artigiane (63%) riguardi il settore delle costruzioni.
E’ importante tenere distinte queste due traiettorie. Perché – conclude il Presidente – altrimenti andiamo a penalizzare e mortificare tutti coloro che, nel mondo a me vicino, in questi anni di crisi si sono rimessi in discussione e hanno avviato importanti
processi di riorganizzazione. Si ritiene che tali processi avvengano soprattutto nelle realtà industriali; in realtà, vi assicuro, avvengono eccome anche nella piccola impresa. E sono indispensabili per restare posizionati nei mercati di pregio e nelle
filiere più competitive.”

La situazione congiunturale
Al 31 dicembre 2016 lo stock di imprese attive provinciali scende nuovamente sotto soglia 80.000 imprese e si attesta a 79.635 unità, contro le 80.182 unità della consistenza di fine 2015.
Su base annua la perdita è dunque di 547 imprese (-0,7%); ma più cospicua è stata la contrazione rilevata tra il 2015 e il 2014 (-699 imprese), come pure quella che pone a confronto lo stock di fine 2014 con lo stock di fine 2013 (-825 imprese). Non tutti i settori
tuttavia conoscono questa attenuazione del calo d’imprese.
In controtendenza negativa si colloca infatti l’edilizia: non solo accusa, fra tutti i settori, la più alta contrazione del numero di imprese in valori assoluti (-307 nell’anno, pari al -2,6%); al tempo stesso questo calo risulta maggiore rispetto agli anni precedenti (-240 e -276 le variazioni assolute tra il 2015/2014 ed il 2014/2013).
Anche il commercio al dettaglio perde più imprese che in passato: -171 nel 2016 contro le – 120 dell’anno prima. Diverso trend si registra per il commercio all’ingrosso che perde 128 imprese (-1,6%) quando nel 2015 la flessione era invece di -174 imprese.
Con riferimento al manifatturiero, che subisce una contrazione complessiva di -138 imprese (-1,3%), si conferma un trend tendenziale ancora in diminuzione, ma in attenuazione rispetto agli anni precedenti (era -171 la variazione assoluta tra il 2015 e il 2014 e -237 quella tra il 2014 e il 2013). Oltre un centinaio di flessioni avvenute nel corso del 2016 sono a carico del comparto del legno-arredo (-62 imprese) e della metalmeccanica (-51 unità).
Crescono invece le attività terziarie:
a) +68 imprese nel comparto alloggio e ristorazione (+1,5%);
b) +70 imprese nei servizi alle imprese (+0,4%) anche se il bilancio congiunturale fa registrare -118 imprese rispetto al 30 settembre 2016. Tra i servizi alle imprese spiccano le attività professionali che crescono di +46 unità rispetto al 2015 (+1,5%);
c) +107 imprese nei servizi alle persone (+2,3%) che si distribuiscono in tutti i principali settori del comparto. Comunicato Stampa Treviso, 3 febbraio 2017

L’analisi dei flussi delle iscrizioni e delle cessazioni (non d’ufficio) relativi alle ultime tre annualità evidenzia una frenata delle iscrizioni (che passano da 4.880 del 2015 a 4.811 unità del 2016) e una sostanziale stabilità delle cessazioni (da 5.180 a 5.223 al netto di quelle d’ufficio), per un saldo di -412 unità.

Le imprese artigiane
L’insieme delle imprese artigiane, che scende da 23.559 a 23.185 unità (-1,6%), risente in proporzione di una variazione di stock più negativa rispetto al complesso delle imprese, considerato che si perdono -374 unità nel corso del 2016 (contro le -198 del 2015).
Questa flessione si concentra essenzialmente nel settore dell’edilizia (-237) e nei trasporti (- 70). Il primo settore manifatturiero maggiormente interessato dalla contrazione resta quella della lavorazione metalli (-44).
E’ tuttavia interessante evidenziare (anche per suggerire ulteriori approfondimenti) che, a fronte di questa riduzione complessiva del numero di imprese artigiane, l’occupazione artigiana, per come rilevata da Infocamere attraverso gli archivi INPS, rimanga quasi stabile, con anzi lievi tendenze di crescita con riferimento alle imprese con 6 addetti e oltre.

Provincia di Belluno
Bilancio demografico in chiaroscuro anche per quanto riguarda il bellunese. È proseguita, infatti, la contrazione delle sedi di impresa attive, scese in un anno da 14.549 a 14.430 unità (-119). Tuttavia, la flessione (-0,8%) si è espressa con un’intensità inferiore sia rispetto allo scorso anno (-1,4%) sia in rapporto ai momenti più critici di questa lunga crisi.
L’analisi in dettaglio rivela le esplicite e non superate criticità del settore edile (-52 imprese, pari al -2,1%), ma soprattutto mette in luce le attuali problematiche che interessano il commercio (-86 sedi; -2,5%) che non risparmiano né la vendita all’ingrosso (-37) né gli esercizi al dettaglio (-49).
Nemmeno il settore industriale è rimasto alieno da riscontri negativi, marcando tensioni nel comparto delle lavorazioni dei prodotti in metallo (-14), nelle imprese dell’altro manifatturiero (-13) e nell’industria del legno (-8) ai quali è imputabile sostanzialmente il calo complessivo di 39 unità. Va sottolineata invece la tenuta del settore “gomma e plastica”, più reattivo nell’agganciare mercati e filiere dinamiche.
Senza dubbio positivo, invece, il bilancio delle altre attività del terziario sospinte dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+10) e dai servizi alle imprese (+25). Tuttavia, segnali di debolezza si avvertono per le imprese di Trasporto e magazzinaggio (-4), e per il comparto turistico (-5, di cui 4 ristoranti).
L’analisi dei flussi delle iscrizioni e delle cessazioni in provincia di Belluno porta ad evidenziare un lieve incremento delle prime (+21), che così tornano a superare quota 800, di contro ad una diminuzione delle cessazioni (-52). Il saldo tra iscrizioni (di imprese che in quota parte non sono entrate nello status di attive) e cessazioni non d’ufficio si porta quasi in equilibrio (-26).

Le imprese artigiane
Le imprese artigiane bellunesi scendono da 5.135 a 5.069 unità e perdono -66 sedi artigiane rispetto al 2015 (-1,3%). Il calo è tuttavia inferiore rispetto a quello registrato tra il 2015 ed il 2014 (-81 imprese artigiane, pari al -1,6%).
Anche per Belluno la diminuzione interessa principalmente il settore delle costruzioni (-43 imprese); segue il manifatturiero (-27 imprese) che perde -9 imprese del legno-arredo e -14 imprese metalmeccaniche.

Per informazioni
Ufficio Studi e Statistica
Camera di Commercio di Treviso – Belluno
tel. 0422 595239 – 222 – 209
e-mail statistica@tb.camcom.it

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