Monday, 22 January 2018 - 06:15

“Ci siamo rotti i polmoni”.  Sit-in di Legambiente a Bologna su smog in pianura padana. Lazzaro: “Ottimismo ingiustificato dell’assessore Bottacin. Non si può perdere tempo prendendo in giro i veneti”

Gen 30th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore

Luigi Lazzaro, presidente Legambiente

Poco prima del tavolo politico, Legambiente, davanti al palazzo della regione Emilia Romagna, ha organizzato un flash mob con i presidenti regionali di Legambiente Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emila Romagna per ricordare la grave emergenza smog che soffoca ormai le città italiane, in particolare quelle dell’area della pianura padana, con lo slogan “Ci siamo rotti i polmoni!”.

Le polveri sottili invadano sempre di più le città ed anche il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: per quanto riguarda il Veneto, nei primi 29 giorni di gennaio si sono registrati 20 giorni di sforamento del limite di legge giornaliero previsto per il PM10 a Padova e Vicenza, 19 a Treviso e Venezia, 15 a Rovigo e Verona (S.Bonifacio).

In pratica, Belluno esclusa, quasi il 50% del totale dei giorni consentiti dalla legge già “bruciati” in nemmeno un mese da tutte le più importanti aree urbane del Veneto.

Ma c’è chi incredibilmente gongola per qualche giorno di agonia in meno.

Legambiente Veneto si dichiara sbalordita dalle recenti dichiarazioni dell’assessore Bottacin, il quale ha definito “decisamente positivi” i dati rilevati dall’Arpav nel 2016, parlando di “calo importante”. “Ma quale calo importate – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – si tratta di pochi giorni di differenza e, se andiamo a guardare i dati validati da ARPAV per quanto riguarda il mese peggiore per il mal d’aria, il mese di gennaio, ci possiamo facilmente accorgere che gennaio 2017 ricalca praticamente gli stessi sforamenti di gennaio 2016, con alcune minime differenze. Senza considerare i 13 anni consecutivi di sforamento dei limiti di legge per 6 città capolouogo su 7.”

Situazione preoccupante se si pensa anche ai rilevanti impatti sulla salute: ogni anno, stando alle ultime stime, l’inquinamento dell’aria causa oltre 467 mila solo in Europa e i costi sanitari associati quantificabili sono tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno. Insomma, di Smog ci si ammala e si muore ma chi deve governare le decisioni a livello locale, ancora fa fatica a prenderne atto.

“Insomma la situazione dell’aria che respiriamo è drammatica – prosegue Lazzaro – e non si può più perdere tempo prendendo in giro i veneti: è urgente andare oltre alla mera definizione delle politiche e metterle in pratica, come hanno già fatto altre regioni dell’area padana da cui l’assessore ha molto da imparare”. “Ci auguriamo – conclude Lazzaro – che l’incontro di oggi con il ministro e gli altri assessori regionali attivi un reale coordinamento di azioni di area vasta ma soprattutto speriamo aiuti l’assessore Bottacin a schiarirsi le idee ed a comprendere la gravità della situazione, inducendolo ad avviare in Veneto almeno quanto già è stato fatto di positivo nelle altre regioni: la regione Emilia-Romagna ad esempio ha messo a disposizione 300 milioni di euro per azioni di disinquinamento dell’aria, la regione Veneto invece, le risorse stanziate equivalgono a ZERO euro. Vogliamo partire da qui? Non ci aspettiamo grandi genialità ma almeno la capacità di copiare gli altri.”.

Legambiente ha inoltre colto l’occasione per sottolineare di fronte al ministro Galletti i punti di criticità del Piano Regionale di Risanamento dell’Atmosfera:

Si è osservato che il Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, attiva delle misure “temporanee” in base a dei livelli di criticità che appaiono non congrui con l’allarme sociale e l’effettivo danno alla salute dell’attuale situazione (6 città capoluogo su 7 oltre i limiti di legge da 13 anni consecutivi). Paradossalmente, se su 8 giorni 7 risultassero critici ma non consecutivi, le misure non verrebbero attivate. Inoltre, qual ora applicate, sarebbero meramente informative. Infatti le misure previste per il livello 1, solo informative, appaiono insignificanti per questo livello di allarme e dovrebbero essere invece sempre in vigore nel periodo invernale applicate quale livello zero.

Legambiente Veneto, ribadisce la necessità di applicazione delle “10 mosse per combattere lo smog” promosse da Legambiente a livello nazionale e chiede inoltre che in Veneto si avvii con forza ed urgenza:

il finanziamento di un piano straordinario di controlli relativi all’applicazione delle misure di disinquinamento dell’aria da parte degli Enti Locali, stante la comprovata incapacità da parte delle Amministrazioni Comunali di far fronte a questa esigenza.

una legislazione specifica inerente Sistemi di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni (SME) da applicarsi agli impianti industriali, in modo da garantire un controllo costante delle emissioni in atmosfera (vedi Legislazione Nazionale come D.Lgs. 152/06 e s.m.i., legislazione Regionale come Regione Lombardia e Linee Guida emesse a livello Nazionale) ed attivare una rete informatica per la raccolta ed il trattamento dei dati in real time (così come realizzata in Regione Lombardia).

Misure complementari agli incentivi statali per lo svecchiamento degli impianti di riscaldamento, con il dichiarato obiettivo di eliminare ogni impianto a gasolio entro il 2020, sostituire ogni impianto domestico a biomasse con impianti a 4/5 stelle (così come definite da DGR 29/11/2016) entro il 2020; Inoltre si chiede la sostituzione della vecchie caldaie a metano e gpl con apparecchiature efficienti in Classe A.

Applicazione del road pricing nelle città sopra i 80.000 abitanti. Per limitare l’ingresso nei centri abitati di veicoli inquinanti e per favorire la mobilità dolce e l’uso di veicoli più efficienti e a zero emissioni, bisogna istituire con urgenza zone a pedaggio urbano (sul modello dell’AreaC milanese) e implementare una differente politica tariffaria sulla sosta. I ricavi ottenuti devono essere interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale e di forme sostenibili di mobilità.

Il raddoppio dei risorse destinate al trasporto pubblico locale su ferro e su gomma. Serve un sistema di trasporto pubblico competitivo ed efficiente per le migliaia di persone che ogni giorno entrano in città per lavoro, e oggi spesso sono costretti ad utilizzare l’auto privata per assenza di alternative. La mobilità di prossimità, la micromobilità (ciclabile ed elettrica) deve connettere tutti alle stazioni e alle fermate dei mezzi pubblici. Il TPL (treni e bus) debbono innovarsi e ammodernare servizio e mezzi: a questo scopo serve addoppiare gli investimenti previsti.

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