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sabato, Luglio 4, 2020
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Con gli amici in città tra negozi e mostre * di Bruna Mozzi

Palazzo Crepadona, sede della Biblioteca civica di Belluno

Sabato scorso altra pausa montagna, ma senza la fatica e il piacere della camminata; si va solo a fare una vasca in centro in città e poi ci si sposta ad allungare le gambe sotto un tavolo per pranzo. Week end all’ingrasso! Dice qualcuno. No, di riposo: dico io. Le due amiche che non vedo da prima di Natale mi attendono nella piazza principale. Sono tirate a lustro, non con il solito abbigliamento da trekking, ma eleganti, freddo e inverno permettendo. Facciamo due passi tra i negozi che sono aperti ad orario continuato e tiriamo fino alle 12: il rintocco del campanile vicino ci dice che è ora di pranzo e il momento di avviarsi a casa degli altri amici che hanno preparato il loro migliore pranzo di benvenuto: carpaccio d’angus con insalata di carciofi e scaglie di “piave oro” per antipasto, poi tortelloni di polenta e salsiccia ai funghi, anatra “de casada” alla veneta, e per finire torta alla cannella. Il tutto innaffiato da bottiglie di vino rosso e bianco locale. Ogni portata è un trionfo di sorrisi e qualche volta nasce anche un cenno di applauso per F* che si è prodigata in cucina per tutta la mattina e una parte del venerdì precedente. G* ha pensato alle bottiglie di vino e L* al dolce. Noi amiche cosa abbiamo portato? L’allegria dei ricordi di tante passeggiate fatte assieme e qualche momento di gioia.

Arriva in fretta il pomeriggio e dopo tante chiacchiere e battute vien voglia di tornare fuori a prendere un po’ d’aria: non sono nemmeno le 15 e L*, che ha sfogliato le pagine di news nel suo smartphone, propone di andare a vedere una mostra di fotografie.
Ci spostiamo a Palazzo Crepadona dove c’è una mostra itinerante sulla vita e l’opera di don Lorenzo Milani. E’ iniziata il 14 gennaio e terminerà il 12 febbraio, ma a Belluno resta solo fino al 28, poi passa a Pieve di Cadore presso il Museo dell’occhiale fino al 5 febbraio per passare e completare il giro a Feltre fino al 12.

Ci sono anche visite guidate ben organizzate, ma noi oggi facciamo da soli e giriamo tra le foto che ricostruiscono uno spaccato del mondo di questo eroico prete che osò contestare la presenza dei cappellani militari nell’esercito e che fu “punito” con l’assegnazione di una comunità piccolissima ed abbandonata dal mondo come quella di Barbiana: lì riuscì a creare quella scuola per pochi ragazzi che vivevano in povertà e disagio.
La mostra organizzata dal Comitato Belluno Comunità che educa vale la visita e riesce a far riflettere sulla figura nobile di Don Milani che aveva sempre avuto come obiettivo nella sua comunità di Barbiana l’educazione cristiana e l’alfabetizzazione diffusa.
Noi ci passiamo un’oretta e la visita ci fa tornar la voglia di rileggere “Lettera a una professoressa” volumetto di successo del 1967 che accompagnò molte generazioni di studenti nella loro adolescenza e nel loro desiderio di contestare la scuola tradizionale.
Vi raccomando di vedere questa mostra, appassionati o meno di fotografia, magari a conclusione di una bella giornata di natura in montagna.

Bruna Mozzi

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