Saturday, 20 January 2018 - 20:26

Musica e Cervello: dentro ed oltre il linguaggio. Domenica il convegno a Belluno

Gen 17th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Domenica 22 gennaio 2017 alle ore 15.45 nella Sala parrocchiale di Cavarzano, si terrà il Convegno “Cervello e Musica” . Con relatori Celeste Levis (Pianista, Docente e Presidente di Arte Nuova), Sandro Zambito Marsala (Neurologo, Ospedale San Martino di Belluno), Franco Ferracci (Direttore Neurologia Belluno), Francesca De Biasi (Neuropsicologa, Violinista), Ezio Mabilia (Già docente di Pianoforte al Conservatorio di Venezia, Concertista), Manolo Da Rold (Docente di Formazione Corale al conservatorio
di Matera, direttore della Corale Zumellese). Interverranno musicisti di arte nuova e gli studenti del Liceo Musicale “Renier”. Dalla musica rinascimentale al jazz.

L’iniziativa è della Società Musicale Arte Nuova, con il patrocinio della Azienda ULSS 1 Dolomiti e del Comune di Belluno. Ingresso gratuito.

La musica è un’abilità che compendia nella sua interezza, l’intero spettro delle più nobili facoltà cognitive umane. E’ infatti una disciplina non circoscrivibile in rigidi settori, è un’arte che congiunge come un filo logico il pensiero razionale con l’emozione; il ricordo con l’improvvisazione. La musica è molte cose: il canto, la raffinata tecnica esecutiva strumentale, la comprensione e la scrittura della notazione musicale sul setticlavio, la perfetta organizzazione orchestrale e molto di più ancora.
La musica condivide con il linguaggio determinate caratteristiche, sia comportamentali che formali, ma l’accostamento tra la musica e il linguaggio va ricercato nella natura primitiva ed essenziale del cervello umano, in cui strutture filogeneticamente arcaiche, destinate nell’origine alla mera gestione degli impulsi, nel tempo sono state sovraordinate al sapiente controllo corticale al fine di rendere l’essere umano sempre più adattato all’ambiente in evoluzione. La funzione del linguaggio come è noto è cruciale nell’espressione e formazione del pensiero: i padri della neurologia chiamavano il linguaggio interno endoafasia, cioè la vera “la moneta del commercio mentale”.
Tuttavia il pensiero non è necessariamente sempre legato alla fase linguistico-proposizionale, poiché possono essere ritrovate forme di pensiero anche in esseri umani che non possono parlare o che non lo hanno ancora acquisito. Dall’altra osserviamo, parallelamente, che sequenze musicali sono possibili anche in individui privi di conoscenze musicali, come il canto tibetano e le cantilene infantili. Forse questo è il profondo nesso tra musica e linguaggio , un rapporto filogeneticamente molto antico dove però la musica non può essere ridotta ad un “altro” linguaggio naturale: una partitura musicale segue delle rigide regole, paragonabili ai fonemi, alla semantica e alla sintassi del linguaggio; ma il contenuto musicale finale , processato, scomposto in armonia, melodia e ritmo, alla fine, tocca un sentire profondo, emozionale e al contempo razionale, espressione di una delle più alte forme della cognitività precipuamente umana dove l’aspetto comunicativo – proprio del linguaggio – a volte manca fermandosi nel solo piacere di emozionarsi con essa.

 

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