Monday, 22 January 2018 - 06:08

Immigrazione. Lavoro ai richiedenti asilo. Lanzarin: “Poco praticabile la proposta Minniti. Così lo Stato dimentica i profughi già riconosciuti, ora privi di sostegno”

Gen 16th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

 

Manuela Lanzarin assessore regionale

“Va bene preoccuparsi dei nuovi arrivati e vincolare il riconoscimento dello status di ‘profugo’ alla frequenza dei corsi di lingua e alla prestazione di lavori socialmente utili. Ma che ne è dei ‘veri’ profughi, ovvero di quanti hanno già ottenuto lo status di profugo ed escono quindi dal sistema dell’accoglienza, perdendo ospitalità, diaria giornaliera e assistenza? Come possiamo garantire un lavoro a chi è appena arrivato, di cui non sappiamo se possegga i requisiti per essere definito profugo, e non preoccuparci di dare un lavoro a chi invece è scappato davvero da fame e guerra e ha tutte le carte in regola per avere diritto alla protezione internazionale?”.

Queste le considerazioni dell’assessore al sociale e ai flussi migratori Manuela Lanzarin di fronte al piano Minniti, che prevede lavoro e studio della lingua come requisiti obbligatori e privilegiati per ottenere lo status di rifugiato. “Far lavorare i richiedenti asilo è una questione di dignità e di rispetto per le comunità che li accolgono – commenta l’assessore regionale della giunta Zaia – ma la soluzione proposta non mi sembra praticabile. Ci dovremmo preoccupare di offrire un’occupazione socialmente utile a chi è appena arrivato, senza nemmeno sapere se ha diritto ad essere accolto, mentre non prevediamo un sistema di integrazione per i veri rifugiati che, una volta ottenuto il riconoscimento dal tribunale – secondo la legislazione attualmente vigente – perdono il diritto all’ospitalità e alla diaria ed escono dal sistema di accoglienza?”.

“Se questo è il pacchetto proposto dal ministero dell’Interno, mi sembra che aggiunga ingiustizia a ingiustizia. – conclude Lanzarin – La proposta della giunta Zaia e della Lega è diversa: stipulare accordi con i paesi di emigrazione, selezionare nei paesi d’origine chi ha diritto o meno all’accoglienza, farli arrivare con corridoi umanitari e inserirli nel sistema di accoglienza, premiando chi ha davvero voglia di integrarsi e rispedendo indietro chi non rispetta le regole e infrange la legge”.

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