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Riunito in Centro Cadore il Comitato provinciale per la sicurezza. Sarà rafforzato il sistema di prevenzione contro la microcriminalità

Francesco Esposito, prefetto

Un territorio sicuro e dal tessuto sociale sano, nel quale rafforzare ulteriormente la collaborazione tra cittadini e istituzioni, anche attraverso la sottoscrizione del protocollo sul controllo di vicinato.
E’ questo ciò che è emerso durante la seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutasi oggi, mercoledì 11 gennaio, nella sede dell’Unione Montana Centro Cadore.
L’iniziativa rientra tra quelle avviate dal prefetto sin dal suo insediamento per approfondire le problematiche della provincia, favorendo il continuo dialogo e confronto con i sindaci attraverso incontri sul territorio, di carattere generale o su specifici argomenti, già avvenuti in questi mesi in tutte le zone del Bellunese.
Alla riunione hanno preso parte, oltre al prefetto, Francesco Esposito, i sindaci dei Comuni di, Calalzo, Domegge, Lorenzago, Lozzo Perarolo, Pieve di Cadore, Vigo di Cadore ed i vertici provinciali delle forze dell’ordine.

Durante l’incontro sono stati analizzati i dati sulla delittuosità nei comuni del Centro Cadore che fanno registrare, negli ultimi tre anni, un costante calo del numero dei delitti commessi.
Tuttavia, poiché nell’ultimo periodo si sono registrati, in alcuni comuni della zona, episodi di furto in abitazione, è stata condivisa l’esigenza di rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto di queste forme di criminalità che possono generare nella popolazione un senso di insicurezza.

Un primo passo in questa direzione è rappresentato dalla proposta di estendere, anche ai comuni del Centro Cadore, il protocollo “Controllo di Vicinato” – già stipulato con i Comuni di Belluno, Alpago, Chies d’Alpago, Ponte nelle Alpi, Tambre – le cui finalità sono state illustrate dal prefetto e condivise dei sindaci presenti.
“Si tratta di un protocollo – ha chiarito il prefetto – che ha il duplice obiettivo di favorire una corretta attività di segnalazione alle forze dell’ordine di situazioni sospette, da parte di gruppi di cittadini coordinati da un referente, e di ricostituire quella forma di controllo sociale, fatta di rapporti di buon vicinato, che sarà utile anche come canale privilegiato di comunicazione con le istituzioni per preservare e migliorare la qualità dell’ambiente urbano e dei servizi pubblici”.
Una particolare attenzione verrà poi dedicata agli eventuali progetti di videosorveglianza che saranno presentati dalle amministrazioni locali. In particolare, i comuni saranno supportati dalla prefettura e dalle forze di polizia nell’individuazione dei punti in cui installare le videocamere e per garantire che le stesse possiedano i requisiti tecnologici minimi per assicurare un’efficace azione di prevenzione e contrasto di azioni criminose.
L’area del Centro Cadore rientra peraltro nell’ambito del più vasto progetto provinciale di videosorveglianza tramite il quale si intendono presidiare con telecamere leggi targa di ultima generazione tutti i varchi di ingresso in provincia.

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