Monday, 17 December 2018 - 10:00

Sanzione di 600 euro al cacciatore che spara vicino ad abitazioni e 3600 euro a chi disturba la caccia. Sabato in piazza Martiri il flash mob di protesta contro il progetto di legge regionale

Gen 5th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Sabato 7 gennaio 2017 in Piazza dei Martiri dalle 15:00 alle 15:30 si terrà un presidio organizzato da AnimeAnimali in contemporanea con altre città de Veneto, (Belluno – Treviso – Venezia/Mestre – Padova – Rovigo – Vicenza e Verona) su iniziativa regionale di CPV (Coordinamento protezionista Veneto) e IAMS (Impegno e Azione per un Mondo Sostenibile).
Si manifesterà contro il progetto di legge regionale sul disturbo venatorio che verrà votato in Consiglio Regionale il 10 gennaio prossimo.
Il progetto di legge n. 182 “Norme regionali in materia di disturbo all’esercizio dell’attività venatoria e piscatoria” presentato dal consigliere Sergio Berlato, prevede una sanzione da 600 a 3.600 euro per chi disturba o fa ostruzionismo alla caccia, anche semplicemente con la propria presenza.
Secondo le norme attuali, un cacciatore che spara verso il giardino di una casa, una strada o la ferrovia può ricevere una sanzione tra i 100 ed i 600 euro, per un’azione che potrebbe causare il ferimento o l’uccisione di una persona. Numerose sono infatti ogni anno le vittime di incidenti di caccia, anche in Provincia di Belluno sono risultati sulla cronaca abusi dei cacciatori in merito a minacce e spari ravvicinati alle case. Per contro, i cittadini che vogliano difendere la propria famiglia e i propri animali domestici dalla presenza di uomini armati, subirebbero multe ben più salate.

Questo PdL penalizza escursionisti, sportivi, bikers, agricoltori, taglialegna, famiglie che non potranno più muoversi e svolgere le proprie attività all’aperto nei luoghi frequentati dai cacciatori, per il rischio di disturbarli.
Sono molti gli episodi di minacce alla gente comune messe in atto dai cacciatori che si sentono “disturbati”, uomini in possesso di un’arma che non esitano a farsi forti verso il prossimo (uomini, donne bambini) di usarla se l’avventore non si allontana dalla zona in cui cacciano e di cui sembrano sentirsi proprietari (anche in provincia ricordiamo i casi di Mel e Zoldo).
Sono noti e ricorrenti il numero di morti e feriti – bambini, adulti, animali domestici do ogni stagione venatoria.

E’ spaventosamente squilibrato, soprattutto in provincia di Belluno, il numero di agenti di Polizia Provinciale che vigila sui cacciatori rispetto al numero dei cacciatori stessi (solo 28 poliziotti per circa 3000 cacciatori per TUTTA la Provincia) è già difficoltoso l’intervento delle forze dell’ordine nei casi segnalati dai cittadini che si sentono in pericolo per gli spari, è indecente che una minoranza possa con questa legge disporre del tempo di questi lavoratori che sarebbero chiamati da un capo all’altro della provincia per multare chi disturba il loro “sport” anche solo con il rumore di una motosega?
I manifestanti intendono difendere il diritto dei cittadini veneti a vivere in libertà e sicurezza il proprio ambiente naturale, esercitando il proprio diritto costituzionale alle manifestazioni pacifiche.

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