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Bilancio regionale, netta la bocciatura del Pd: “Il peggiore da quando c’è Zaia. Certifica l’incapacità di programmazione della Giunta”

Dic 22nd, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Venezia, 23 dicembre 2016. “È il peggior bilancio dell’era Zaia. Tra i vari provvedimenti, Defr, Collegato, Legge di stabilità e Bilancio non c’è consequenzialità. Il vero dato che emerge è l’incapacità di programmare da parte di questa Giunta: la programmazione è la funzione principale della Regione, ma in questi documenti è completamente assente. Per colmare questo grave deficit politico non basta un referendum per l’autonomia”. Questo è il duro giudizio del Partito Democratico al termine della lunga sessione sul Bilancio terminata nella notte tra mercoledì e giovedì.
“Questa sessione sarà ricordata per il ‘minestrone’ del Collegato, dove è stata infilata qualsiasi cosa, con interi progetti di legge racchiusi in un solo articolo, senza tenere in considerazione territori e sindaci che sono stati consultati a cose fatte. Improvvisazione, contraddizione e confusione: quella che ne esce non è proprio una bella immagine del Veneto”.

Secondo il gruppo consiliare democratico sono sei le criticità più evidenti: Ipab, scuole paritarie, parchi, cave, urbanistica e università.
Ipab. “Anziché affrontare finalmente una riforma attesa dal 2000, unica Regione inadempiente, la Giunta ha preferito imporre un articolo che non risolverà alcun problema: ci sarà solo un maggior controllo politico, un accentramento quasi punitivo verso queste strutture. Inoltre dal 2009 non viene adeguata la quota sanitaria regionale per i ricoveri, mentre sono aumentate le impegnative, costringendo le famiglie a una spesa sempre maggiore. E anche il nostro emendamento in cui chiedevamo di abbassare l’Irap fissato oggi all’8,5 per mille è stato respinto”.
Scuole paritarie. “Zaia non ha mantenuto le promesse. Il finanziamento, già ridotto rispetto allo scorso anno di 11 milioni, non è stato reintegrato come promesso: si è preferito destinare risorse all’inutile referendum sull’autonomia”.
Parchi. “Il Parco dei Colli Euganei rischia di sparire con la scusa del contenimento dei cinghiali, nonostante la parziale retromarcia della Giunta che ha stoppato l’emendamento Barison-Berlato. Aspettiamo di vedere quale sarà la nuova zonizzazione per sapere cosa resterà dell’area naturale e quanto diventerà invece area contigua al parco, dove sarà consentita la caccia, cancellando così il Piano ambientale. E preoccupazioni simili le abbiamo per il Parco della Lessinia. Un argomento delicato come questo non doveva essere trattato all’interno del Collegato”.
Cave. “C’è un Piano regionale atteso dal 1982 che dovrà essere approvato entro aprile 2017: la forzatura della maggioranza di inserire un articolo sulle cave nel Collegato è sbagliata. Nonostante le modifiche introdotte al testo originario, sono stati cancellati i vincoli per le cave in deroga nel Veronese e nel Vicentino: niente parere vincolante della Provincia sull’autorizzazione agli ampliamenti, niente tetto massimo di suolo agricolo scavabile da ciascun Comune, fissato al 3% e via libera alla possibilità di derogare alla fascia di rispetto dei 200 metri da centri abitati, residenziali, industriali e commerciali”.
Urbanistica. “Siamo contrari alla variante ad hoc realizzata per l’ospedale di Padova: una norma che è un colpo di spugna sul Pati sottoscritto da 18 Comuni e che rende vana ogni programmazione urbanistica futura”.
Università di Padova. “La maggioranza non ha accolto l’emendamento con cui si chiedevano fondi per sostenere le celebrazioni per gli ottocento anni di uno dei quattro più antichi atenei d’Europa. Non è stato stanziato neppure un euro, mentre si danno soldi a sagre paesane o si fanno ‘marchette’ dal sapore elettorale. Il tavolo promesso dall’assessore Donazzan per ottenere un finanziamento ad hoc nel 2018 è solo una magra promessa”.

Per il gruppo del PD il bilancio è dunque assolutamente da bocciare: “Su questo sembravano d’accordo anche le altre forze di minoranza: peccato che alla fine siamo stati gli unici a provare a contrastarlo in Consiglio, con critiche e controproposte. È toccato al PD anche difendere la cultura e l’identità del Veneto, nonostante i sostenitori della minoranza nazionale e del bilinguismo. Siamo stati noi a chiedere a gran voce, per il secondo anno consecutivo, di sostenere tutti quei soggetti che la cultura veneta la fanno davvero nei teatri, nelle scuole e nelle piazze della nostra regione”.

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