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L’ora del concerto

Dic 18th, 2016 | By | Category: Prima Pagina

Come d’accordo, sono con gli amici su nel Bellunese, nel solito paesino vicino al capoluogo di provincia. Qui in montagna dire vicino non è come in pianura: l’ho scoperto sulla mia pelle ancora molti anni fa. E infatti pur essendo a 15 km da Belluno, il paese dove mi trovo, prevede stradine di montagna che con la neve possono essere pericolose tanto da dover usare la massima prudenza e da percorrerle con tutta calma.
Per arrivarvi parto di buon mattino e alle 10 circa sono già nel luogo dell’appuntamento. Ciaspe calzate, zaino in spalla e bastoncini alla mano. Questo il mio equipaggiamento oltre a sciarpa, guanti e fascia proteggi fronte. Si prospetta una giornata meravigliosa con passeggiate di dislivello minimo (oramai i miei amici mi conoscono) e soste lunghe presso baite generose di vin brulé e strudel.
La montagna oggi è piena di turisti, famiglie che vogliono far divertire i bambini, adulti che cercano due tre ore di aria buona (sic!), anche gente locale che vuole solo fare due passi e divertirsi. Mentre per il primo obiettivo vanno bene i sentieri delle montagne, per il secondo la città e molti paesi intorno alla zona offrono vari intrattenimenti: ad esempio stasera al Teatro Comunale di Belluno ci sarà il concerto sinfonico. Ne parliamo davanti al bicchiere fumante di vino, tra facce arrossate e nasi che colano per il freddo. La baita dopo una lunga passeggiata ha un effetto benefico e fa venire bei pensieri. Come i nostri, anzi quelli di G* che legge l’avviso su una app del cellulare e propone di andare tutti in serata al concerto.

Il teatro apre alle 19:45 e vi si può prendere posto gratis. Il programma del concerto sinfonico inizierà con due piccoli gioielli di Carl Philipp. Poi sarà la volta di Emanuel Bach, terzo figlio maschio di Johann Sebastian e suo erede. Poi la bella Sinfonia di Mozart “Haffner”. A Robert Schumann è dedicata la seconda parte del programma con l’ouverture “Hermann und Dorothea” (che contiene il celebre tema della Marsigliese) e con il Concerto per pianoforte in la minore.
La giornata è però ancora lunga e abbiamo almeno 4 buone ore di sole. Dopo la pausa con organizzazione della serata il pensiero si fa musica e non riesco a distoglierlo da Mozart e Bach. Anzi ne faccio argomento di conversazione con gli amici, specie con L* che è l’esperta del gruppo di musica, non solo quella classica: lei conosce perfino quella folk del posto, mi snocciola 3 o 4 nomi di gruppi locali che suonano musiche tradizionale nelle piazze durante le feste. Poi, nonostante il fiatone perché abbiamo già 400 m di dislivello alle spalle, mi comincia a parlare di musica classica. Di Bach e Mozart qualcosa capisco e sono avvezza ad ascoltare, ma di Carl Philipp le chiedo delle informazioni. Innanzitutto mi stupisco quando L* mi dice che era Bach di cognome e che è stato un compositore, organista e clavicembalista tedesco. Le chiedo se per caso fosse parente del grande Johann Sebastian e mi rivela – per me è una novità – che è il secondo e più famoso dei venti figli del celebre compositore Johann Sebastian Bach. L* continua poi dicendomi che a dieci anni fu ammesso come studente in una scuola di musica sacra dove aveva come maestro suo padre, dal quale ricevette lezioni di tastiera e organo. Nonostante poi l’applicazione agli studi del violino e della viola, ebbe notevoli difficoltà nel suonarli a causa del suo mancinismo.
Siamo interrotte da una musica tutt’altro che classica, roba da metallari amanti del rock estremo: è la suoneria del cellulare di un tipo strano che sta correndo sul centro del sentiero dove la neve è più battuta ed è possibile camminare e correre senza ciaspole.
Torniamo alla musica classica: e di Mozart che mi dici? Chiedo con curiosità alla mia amica, che nel frattempo si è fermata per qualche foto e per assaporare uno degli ultimi raggi di sole del pomeriggio. Beh che in realtà si chiama Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, che è stato un compositore, pianista, organista, violinista e clavicembalista salisburghese. No, dico, chiedevo della sua musica! Mi ribatte a breve: ha scritto un gran numero di sinfonie, opere, concerti per strumento solista, musica da camera (fra cui quartetti e quintetti d’archi) e sonate per pianoforte. Nelle sue composizioni musicali spiccano come elementi distintivi chiarezza, equilibrio e trasparenza. Ora L* si è accalorata a parlarmene e continua sentenziando che l’insistenza che a volte viene data agli elementi di delicatezza e di grazia della sua musica non riesce a nascondere la potenza eccezionale di alcuni dei suoi capolavori. Mi parla come un critico, penso tra me e me.
Intanto tra una parola, una nota e un pensiero alle notti salisburghesi, siamo arrivati al parcheggio.
Si avvicina l’ora del concerto: già pregusto l’effervescenza della serata.
Buon ascolto!

Bruna Mozzi

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