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Parchi. Le furbate non pagano: Berlato e Valdegamberi stoppati dalla mobilitazione di ambientalisti e operatori economici

Dic 16th, 2016 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

 

“Solo una nuova legge potrà decidere confini e destino dei parchi del veneto. La discussione nella società può e deve avvenire con una conferenza regionale sulle aree protette” Lo sostiene Legambiente in relazione alla manovra dei consiglieri regionali Berlato e Valdegamberi in danno ai parchi dei Colli e della Lessinia.

L’immediata mobilitazione delle associazioni ambientaliste e territoriali è riuscita a far aprire gli occhi a una maggioranza che aveva sottovalutato il pericolo che gli emendamenti dei due consiglieri costituivano: riduzione drastica della superficie dei parchi per aprire la porta agli interessi delle lobby elettorali che sostengono i due consiglieri.

Altro che cinghiali, l’obiettivo era di mettere a disposizione dei cacciatori di Berlato e degli speculatori di Valdegamberi nuovi territori.

La giunta regionale ha tentato di frenare questa manovra con un emendamento alla finanziaria regionale che riserva alla Giunta la modifica del perimetro dei parchi. Cambia il soggetto attuatore, ma non la sostanza. Si rifugge in questo modo il nodo centrale: la discussione ampia, aperta e fondata su dati certi del ruolo delle aree protette del Veneto, il loro bilancio, le loro prospettive a ventisei anni dalla legge istitutiva.

I parchi non sono solo confini tracciati sulla carta che si ridisegnano ascoltando questo o quel sindaco, questo o quella lobby, i parchi sono strumenti di conservazione e di prospettiva di cambiamento dello sviluppo al loro interno.

Per valutare i parchi e indirizzarli verso prospettive coerenti alla loro natura occorre esclusivamente chiamare a discutere i soggetti interessati e attivi in un processo di consultazione che eviti i rituali delle audizioni, delle conferenze dei servizi , ma che porti tutti a dare il proprio contributo alla definizione della natura, della funzione degli obiettivi che un parco o una riserva possono avere.

Una buona legge ha bisogno di una buona ed esauriente consultazione che solo una conferenza regionale sulle aree protette può dare. E’ questo l’invito che Legambiente fa alla Giunta regionale perché prosegua sul cammino che aveva intrapreso sei mesi fa presentando una nuova proposta di legge sulle aree protette.

Quanto ai cinghiali, che hanno rappresentato il pretesto dell’iniziativa di Berlato e Valdegamberi va detto in modo chiaro che le esperienze italiane dicono che la caccia non è risolutiva del problema. Anzi, dove è stata considerata la soluzione ha determinato l’aumento delle popolazioni.

La Regione Veneto ridiscuta come va fatto un piano di contenimento e lo adotti, dimenticando le fandonie di chi vuole estendere la caccia pensando che i cinghiali spariscano d’incanto. Ancora una volta riaffermiamo che è solo la conoscenza che deve determinare le decisioni, non le opinioni, poco fondate e per nulla competenti, di qualche consigliere regionale in cerca di visibilità.

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