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Ipab. il Pd non ci sta: “Questa è una controriforma che non risolve alcun problema, anzi li aggrava. La Regione punta a privatizzare tutto”

Dic 16th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Venezia, 16 dicembre 2016 “Questo articolo non darà una mano alle Ipab (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza), non risolverà nessuno dei problemi che si stanno trascinando da anni e molti dei quali dipendono dalla Regione. Zaia e la sua maggioranza hanno dimostrato ancora una volta di non avere a cuore il pubblico, bocciando anche il nostro emendamento in cui chiedevamo di abbassare l’Irap fissato oggi all’8,5 per mille. Una stangata che viene pagata non dalle strutture ma dai cittadini e che va a favorire il sistema privato, verso cui la Regione ha sempre un occhio di riguardo”.

Lo afferma in una nota il Gruppo regionale del Pd , che ha espresso voto contrario in aula all’articolo 42 del collegato al Bilancio, approvato nel primo pomeriggio.

“Era necessario stralciarlo per intero – prosegue la nota –  e affrontare prima possibile la legge di riforma che è attesa dal 2000. Da anni parliamo di trattare questo argomento in maniera organica e invece ci troviamo di fronte a un pasticcio. Per quattro mesi durante la discussione sulla riforma sanitaria abbiamo chiesto di intervenire per aiutare le Ipab a uscire da una situazione di fragilità economiche che si ripercuote sui soggetti più deboli – dicono dal gruppo consiliare – Dal 2009 la quota regionale è rimasta la stessa mentre sono aumentate le impegnative e così le famiglie sono così costrette a pagare 1800-1900. Le Fondazioni private hanno un’Irap più bassa, pagano meno il personale e non hanno problemi di impegnative: è evidente che così stiamo spianando la strada a una privatizzazione totale. Non c’era alcun motivo per accelerare: l’unica urgenza è il rispetto della legge 328, ovvero la riforma delle Ipab. Una riforma che però non si farà mai, condannando a morte questi istituti”.

“L’unico obiettivo di Zaia e della sua maggioranza è quello di accentrare, con un atteggiamento inquisitorio e vessatorio: vengono tagliati i Consigli di amministrazione, che spesso operano senza rimborso e sono i punti di riferimento delle comunità, si impongono revisori nominati dalla Giunta anziché dai legittimi Cda, come se l’iscrizione all’Albo della Regione sia garanzia di maggior ‘severità’ o competenza. riforma non c’è. La Giunta – chiude la nota – agisce secondo un doppio regime: dal 2012 esiste una norma per la trasparenza per chiedere conto anche a case di cura e ambulatori specialistici privati, ma c’è una precisa scelta politica di intervenire solo sul pubblico”.

 

 

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