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In libreria. “Giornali e giornalisti trevigiani”. Dal 1807 ai giorni nostri” di Sante Rossetto

Dic 7th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

“Giornali e giornalisti trevigiani” è il recente studio che Sante Rossetto ha pubblicato con l’editore Canova; l’ampio saggio (340 pagine) raccoglie tutte le testate, e sono quasi un migliaio di ogni settore, venute alla luce nella Marca dal 1807, l’anno di nascita del napoleonico Regno Italico, ad oggi. E, come poteva essere prevedibile, numerosi sono gli intrecci tra la storia trevigiana e quella bellunese.

Si inizia con la “Gazzetta di Treviso” (1866-1881) dove incontriamo servizi del lamonese Jacopo Facen e di Luigi Alpago Novello, senza trascurare che nel 1879 appare anche la firma, allora poco nota, di Giampietro Talamini sulla ferrovia Treviso-Belluno.
Qualche anno più tardi, il quotidiano liberal-progressista “il Progresso” apre una finestra su Belluno. Non avrà molta fortuna perché “l’organetto radicale” vivrà pochi anni e deve chiudere nel 1886.
Più importante, invece, la presenza della nuova “Gazzetta di Treviso”, rinata nel 1884, quotidiano monarchico-moderato, che ha un corrispondente da Belluno e arriva in edicola quotidianamente a Feltre. In occasione di uno sciopero dei tipografi attacca anche Giampietro Talamini chiamandolo “giornalista voltafaccia”.
Giornalista bellunese, nativo di Pieve di Cadore, in forza a varie testate trevigiane, fu Gian Mario Raffaelli.
Anche “Il Giornale di Treviso” (1906-1911) aveva una rubrica su Feltre e arrivava nelle edicole bellunesi.
Il limanese Francesco Sandoni, celebre giornalista direttore nel primo Novecento de “La Provincia di Padova” e della “Gazzetta trevisana”, viene preso a ceffoni nella città del Santo dal trevigiano Luigi Coletti. Sandoni era nato nel 1861 e fino al 1892 aveva diretto “L’Alpigiano” di Belluno. Fu, come Talamini, un convinto interventista e aveva chiesto di combattere come volontario nella Grande Guerra.
Nel primo dopoguerra è uscito a Treviso il quotidiano del Ppi “Il Piave” (1919-1921) che pubblicava anche una cronaca bellunese.
Anche “L’Eco del Piave” (1924-1926) dedicava una pagina alla cronaca delle Alpi; così farà l’effimero “Giornale del Veneto” (1926), con redazione a Treviso, che aveva affidato la redazione bellunese a Luigi Molino che poi passerà al Gazzettino.
Tra il 1906 e il 1907 a Vittorio è stato pubblicato il periodico letterario “Letture venete” dove si trova un ricordo del naturalista e letterato di Pieve di Cadore Roberto Soravia, nato nel 1853 e morto a Roma nel 1881.
Ancora più intenso, infine, l’intreccio tra le due provincie in quello splendido mensile che fu “L’Illustrazione della Marca trevisana e delle Dolomiti” (1926-1931) con la firma di Giuseppe Biasuz (Goldoni a Feltre), ampi servizi sull’Agordino (n. 6 del 1929) e sul Cadore (n. 9 dello stesso anno).

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