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Impianti di cremazione. Cristina Guarda: “Rimediare al caos attuale introducendo una regolamentazione chiara”

Dic 2nd, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Cristina Guarda

Cristina Guarda

“Sugli impianti di cremazione in Veneto siamo al caos. Sono ben 15 anni che la Regione è inadempiente rispetto all’obbligo di legge di realizzare il piano regionale di coordinamento per la realizzazione di tali strutture. Una manchevolezza grave, perché le conseguenze di una assenza di gestione sono di ordine ambientale e sanitario. Con questo progetto di legge vogliamo finalmente rimediare ad una lacuna enorme, inaccettabile per una regione come il Veneto”.

Così Cristina Guarda, consigliera del gruppo Alessandra Moretti Presidente, spiega il significato del progetto di legge depositato oggi e di cui è prima firmataria, per la “modifica della legge regionale 4 marzo 2010, n. 18 norme in materia funeraria”.

Il provvedimento, che porta la firma anche del consigliere regionale del PD, Stefano Fracasso,“non vuole essere di ostacolo ma punta ad una regolamentazione che garantisca i cittadini dei territori. Attualmente infatti sono già presenti e attivi 6 impianti di cremazione in Veneto, in grado di rispondere alla domanda. Negli ultimi anni tuttavia sono state numerose le proposte avanzate da privati a diversi Comuni per la costruzione in project financing, di ulteriori siti. Progetti che sono molto spesso sovradimensionati, sia nei costi (almeno il doppio rispetto ai costi sostenuti per quelli già realizzati) che nella capacità, rispetto alle reali esigenze di territori magari già serviti da altri impianti”. Sostanzialmente la proposta Guarda introduce un articolo (il 45 bis) che stabilisce di dare attuazione alla legge statale (la n. 130 del 2001) introducendo un piano regionale di coordinamento per la realizzazione degli impianti di cremazione. L’articolo definisce la procedura per la preparazione del piano, i criteri per la pianificazione dei progetti e definisce un monitoraggio del piano ogni 5 anni. Ed inoltre definisce i criteri che dovranno essere rispettati finché non verrà approvato un Piano regionale. Ed in conclusione, Cristina Guarda sottolinea: “Senza nulla togliere alla libertà di avanzare progetti ed eventualmente approvare la costruzione di nuovi impianti, con questa nostra proposta vogliamo introdurre criteri chiari, in grado di garantire l’effettiva sostenibilità e capacità degli impianti già realizzati e di regolamentare quelli futuri.

Il tutto, evitando sovradimensionamenti e andando a tutelare l’ambiente, la salute e le casse comunali dalle rischiose conseguenze derivanti anche dalla formula del project financing”.

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