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Pubblico impiego. Sindacato USB: non è stato firmato alcun contratto! Lo dovrà fare l’Aran. Solo marchette a poche ore dal referendum

Dic 1st, 2016 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

usbQuindi domattina i lavoratori pubblici possono passare all’incasso! Questo è quanto stanno sostenendo tutti i TG della democratica Italia. Ma cosa è successo davvero?

Secondo L’Unione sindacale di base USB, è successo che “tre personaggi screditati e senza mandato hanno fatto una enorme marchetta a Renzi a poche ore dal Referendum sulla “deforma costituzionale” per consentirgli di provare a raccattare qualche voto favorevole fra i dipendenti pubblici stremati da ben 7 anni senza aumenti salariali”.

Ma come stanno davvero le cose?

“Non è stato firmato alcun contratto. – sostiene il sindacato USB –  C’è una legge e una normativa precisa che regola la contrattazione nel pubblico impiego e la ministra Madia sa bene che l’accordo raggiunto stasera non ha valore di contratto che dovrà invece essere discusso e stipulato all’ARAN. L’accordo raggiunto non da neanche lontanamente risposte sulla questione economica – 85 euro medi e lordi a fine 2018 dopo 7 anni di blocco contrattuale sono un insulto inaccettabile. Così come la mezza marcia indietro sulla Legge Brunetta. Aver accettato anche solo politicamente il piatto di lenticchie promesso dal governo la dice lunga sulla schiena dritta dei tre segretari dei sindacati gialli”.

“Ma il dato più grave – conclude la nota del sindacato USB –  è sicuramente la disponibilità ad introdurre il cosiddetto welfare aziendale cioè un robusto sostegno allo smantellamento della sanità e della previdenza come diritto universale. Chi si illude che la partita sia finita non ha fatto i conti con la dignità dei lavoratori pubblici”.

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