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Emergenza immigrati. I sindaci dell’Agordino scrivono al Prefetto: “consideriamo inopportuno e rischioso aderire al modello di accoglienza diffusa proposto”

Nov 28th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

prefettura-350x290Quindici sindaci dell’Agordino (escluso Agordo), hanno scritto al prefetto di Belluno per rappresentare le loro perplessità in ordine alla questione dell’emergenza immigrati.

Nella lettera, i sindaci, dopo aver descritto il quadro generale della situazione, sottolineando la mancanza di informazione sulla portata e la durata del fenomeno, hanno concluso dicendo al prefetto che “a tutela delle realtà amministrate, consideriamo inopportuno e rischioso aderire al modello di accoglienza diffusa proposto”.

 

 

Ecco il testo della lettera

Illustrissimo Prefetto,

questa nota nasce da un bisogno che in territorio Agordino abbiamo sentito forte dal momento che, istituita presso la Prefettura la cabina di regia provinciale per far fronte all’emergenza immigrati, alcuni di noi sono stati direttamente contattati per esplorare la disponibilità ad offrire accoglienza; oltre che, in seguito all’incontro di fine ottobre avuto con Lei presso la sede dell’Unione Montana, ove tutti abbiamo potuto apprendere di come, a livello provinciale, si stia coordinando un modello di accoglienza diffusa di comune in comune. Il bisogno che abbiamo sentito è stato quello di riunirci, in più di un’occasione, per operare una compiuta analisi, per confrontarci, per ipotizzare assieme quali effetti deriverebbero da una scelta piuttosto che da un’altra, quali le ricadute sui nostri territori ed, infine, per interrogarci sul nostro ruolo e sull’impegno, assunto nei confronti delle nostre comunità, di porre in essere un’amministrazione caratterizzata da un buon andamento e che sia garanzia della tenuta sociale.
Ben comprendiamo la difficoltà del Suo ruolo in questo momento, la Sua necessità di gestire questa situazione che ormai è presente anche nella nostra realtà ed il Suo tentativo di pensare e proporre le soluzioni più opportune e di minor impatto; sappiamo che su di Lei grava la responsabilità dell’efficacia di questa delicatissima operazione.
Da Amministratori abbiamo l’abitudine, ma nel contempo il dovere, di affrontare le emergenze, e, nel farlo, dobbiamo quanto più possibile pianificare, sia per conseguire sviluppo, ma soprattutto per prevenire fallimenti, disordini ed eventuali danni economici all’interno dei nostri Enti. La trasversalità del nostro mandato ci impone, quasi quotidianamente, di verificare la nostra competenza e di riconoscere, semmai, l’eventuale altrui competenza. Ciò è definito dalle norme. Poi, c’è uno spazio di natura non tecnica, bensì politica, dentro al quale noi ci muoviamo in quanto eletti dalle nostre popolazioni, le quali si aspettano di scovare in noi non soltanto dei meri esecutori di regole scritte ed accordi siglati lontano dalle nostre valli, ma anche persone da loro scelte per interpretare esigenze, criticità, aspirazioni da sintetizzare, poi, in una visione di lungimiranza. È dentro a questo spazio che il 22 novembre, tutti riuniti presso la sede dell’Unione Montana Agordina, abbiamo operato una serie di considerazioni e deciso di stilare questa nota.
Innanzitutto, abbiamo voluto provare ad investigare i motivi e la portata di questo fenomeno definito come eccezionale; ciò, non per innescare una polemica, ma perché, affinché la cura funzioni, riteniamo necessario comprendere quale malattia si stia curando, pena il rischio che le condizioni si aggravino. Inoltre, ci viene riferito da autorevoli interlocutori che il flusso non ha, per ora, subito un arresto e nessuna garanzia è data sull’interruzione degli ingressi nel nostro Stato. Purtroppo, non sappiamo se tale fenomeno sia sotto il controllo del Governo centrale o se sia dominato dalla volontà di soggetti a noi ignoti o, ancor peggio, dalla casualità. Il fatto che ci venga richiesto un intervento di mediazione, appoggio ed armonizzazione nella gestione di un evento del quale non conosciamo l’origine, la portata e le motivazioni che hanno condotto alla scelta di una soluzione piuttosto che di un’altra, ci spaventa e non ci permette di avere a disposizione quegli elementi di conoscenza fondamentali per affrontare con padronanza una criticità, oltre che sembrarci scorretto nei confronti dei nostri cittadini.
In questi ultimi anni, i nostri Enti hanno assistito ad una notevole riduzione di trasferimenti economici e all’apposizione di numerosi vincoli di varia natura che hanno reso più difficile l’erogazione dei servizi al cittadino. Ciononostante, l’impegno è stato ed è massimo per garantire che non ci siano vuoti nei servizi, tanto più se si considera che le nostre comunità vivono territori duri morfologicamente, dove i servizi di competenza regionale e statale sono poco capillari e tendono a ritirarsi a vista d’occhio. Sempre più numerosi sono i casi sociali che arrivano nei nostri uffici, sia di residenti autoctoni, sia di immigrati residenti, magari anche già cittadini, presenti sul territorio con la loro famiglia e quasi sempre dotati di un contratto di lavoro; l’integrazione non è un processo semplice, si realizza lentamente, con pazienza, con cura, con una buona rete e non sempre ha successo. Non capiamo come si possano integrare nelle nostre comunità così tanti ragazzi, in assenza di quei requisiti minimi necessari a qualunque essere umano per potersi sentire dentro ad una vita sufficientemente buona, senza arrivare a provare quell’intimo disagio dal quale può originare qualsivoglia reazione.
Inoltre, è doveroso evidenziare che, sempre più spesso, nelle nostre realtà operano Associazioni di volontariato di varia natura al fine di dare quelle risposte che le Istituzioni non sono più in grado di garantire e che i nostri Enti vivono una frustrazione crescente per la difficoltà di dare loro il meritato supporto.
Ciò detto, noi sindaci Agordini, a tutela delle realtà da noi amministrate, consideriamo inopportuno e rischioso aderire al modello di accoglienza diffusa proposto.

Cordialmente, porgiamo distinti saluti
f.to
sindaco del Comune di Alleghe
sindaco del Comune di Canale d’Agordo
sindaco del Comune di Cencenighe Agordino
sindaco del Comune di Colle S. Lucia
sindaco del Comune di Gosaldo
sindaco del Comune di Falcade
sindaco del Comune di La Valle Agordina
sindaco del Comune di Livinallongo del Col di Lana
sindaco del Comune di Rivamonte Agordino
sindaco del Comune di Rocca Pietore
sindaco del Comune di San Tomaso Agordino
sindaco del Comune di Selva di Cadore
sindaco del Comune di Taibon Agordino
sindaco del Comune di Vallada Agordina
sindaco del Comune di Voltago Agordino

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