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Diritti umani e pari opportunità all’Erasmus+ di Zagabria

Nov 28th, 2016 | By | Category: Prima Pagina, Scuola, Società, Associazioni, Istituzioni

erasmus-zagabria-nov-2016Un nuovo confronto costruttivo tra paesi europei si è appena concluso. Ancora una volta l’iniziativa è stata organizzata dal Comitato d’intesa, che ha proposto uno scambio giovanile Erasmus+ nella città di Zagabria, capoluogo della Croazia. “Act now for a better future”, è il nome del progetto che si è svolto tra il 10 e il 18 novembre ha coinvolto anche una delegazione italiana guidata, dal group leader Kevin Da Roit di La Valle Agordina con Silvia Gobber da Feltre, Beatrice Pasquato e Giovanna Martini da Padova, Elettra Bilibio da Vicenza e Marco Castellani da Pesaro.
«Il focus di tutto era il rispetto della persona declinato nell’importanza dei diritti umani, delle pari opportunità, della disabilità e in generale sull’abbattimento delle barriere fisiche e mentali che ci poniamo nella vita di tutti i giorni», precisa Kevin, «per fare ciò gli organizzatori croati hanno proposto una serie di iniziative tra la messa in scena di una recita partecipativa in cui tutti siamo stati coinvolti attivamente, durante la nostra settimana c’è stato anche spazio per produrre una campagna contro la violenza domestica con la realizzazione di un video, un volantino e un questionario.
«Per me è stata la prima esperienza all’estero di questo tipo devo dire che è stato tutto organizzato molto bene», afferma Giovanna, «al di là delle singole attività mi è piaciuto il fatto che si sia dato spazio per le relazioni con i giovani degli altri paesi, nel nostro caso Spagna, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania e Turchia. E’ stato un utile allenamento anche per migliorare l’inglese. Una particolarità interessante è stata la presenza di alcuni ragazzi con disabilità ovvero dei non vedenti e dei sordomuti, dandoci la possibilità di interagire anche con loro: un mondo che non conoscevo e di cui ho scoperto tante cose».
«Anche per me era una prima volta, mi aspettavo qualcosa di diverso, più seminariale con le classiche lezioni di approfondimento e invece sono rimasta stupita in positivo», conclude Beatrice, «mi ha colpito la capacità di superare i formalismi dedicando tanti momenti di condivisione e convivialità con altri nostri coetanei, ognuno con la sua cultura. È stato molto stancante e intenso ma ne è valsa decisamente la pena».

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