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Il treno non risolve la mobilità alpina. Vivaio: “Le passività del Merano-Malles le ripiana la provincia”

Nov 20th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

vivaio dolomitiCome gruppo di Vivaio Dolomiti da tempo ci siamo messi a disposizione e siamo pronti per un confronto sulla mobilità nel Bellunese. Visto che nessuno sembra avere voglia di sedersi a un tavolo con noi, con l’obiettivo di capire quali sono le soluzioni per lo sviluppo del territorio proposte da altri soggetti, ieri abbiamo partecipato al convegno organizzato dalle associazioni ambientaliste. Una delusione totale.

Dalle esposizioni fatte, si può riassumere che:

1. gli ambientalisti austriaci non vogliono che la nostra regione e provincia abbia uno sbocco diretto in Austria con il treno;

2. nessun treno si sostiene economicamente (il Merano-Malles è in perdita, tanto che i conti sono ripianati dalla provincia di Bolzano);

3. bisogna pensare con calma alle soluzioni, talmente con calma che probabilmente dei presenti in sala ieri nessuno le vedrà.

Come sempre non si è visto un dato serio: capacità trasportistica del futuro treno, rapporto costi-benefici, tracciato. Qua si deve ancora decidere dove passare, mentre il Bolzano-Cortina è già pronto. Per non dire della Convenzione delle Alpi: come sempre è stata letta solo la parte che fa comodo per portare avanti la propria tesi (dell’articolo 11 è stato citato solo il comma 1 e non il comma 3, che dice ben altre cose sulle infrastrutture).
Si è appreso infine che il treno di Malles non ha diminuito il traffico su gomma.

Insomma, come diciamo da sempre treno e strade sono due cose diverse. Infatti fino a ieri non eravamo affatto contrari al trenino delle Dolomiti. Ma dopo il convegno, che sembrava più una presentazione della bravura di conquista bolzanina che una vera riflessione sulla mobilità alpina, crediamo che sia meglio smettere di pensare al treno e guardare alla realtà delle cose. Ci sono troppi fattori che giocano contro lo sviluppo di questo tipo di treno: costi di mantenimento, impossibilità di reperire i fonti per la realizzazione, la sua inutilità ai fini della risoluzione dei problemi di mobilità nel Bellunese, impatto ambientale devastante (perché la ferrovia non si costruisce mica coi Lego) a fronte di una ricaduta socio economica praticamente nulla.
Mentre continuiamo ad aspettare la manna dal cielo, il bosco e lo spopolamento avanzano e la provincia bellunese agonizzante finirà per morire del tutto.

Piccolo inciso: si è detto in sala che sono gli altri a decidere per noi. Precisiamo che il progetto della A27 è stato ripreso da un gruppo di soli bellunesi, e portato avanti dall’onorevole Sernagiotto per l’incapacità dei nostri politici che sono i primi ad essere stati contattati da noi.

Associazione Vivaio Dolomiti

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4 comments
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  1. Alcune precisazioni: 1) non è vero che gli ambientalisti austriaci siano contrari a un collegamento ferroviario diretto con il bellunese: il rappresentante in sala ha semplicemente affermato che non esiste un interesse concreto per tale collegamento ritenendo preferibile, dal suo punto di vista, il collegamento verso Dobbiaco, ma non ha mai parlato di contrarietà; diversamente ha più volte ribadito l’assoluta opposizione a qualsiasi progetto che comporti l’incremento di traffico merci su gomma…leggasi autostrada; 2) la ferrovia Merano Malles copre circa il 25% dei costi di esercizio con la bigliettazione (che per una ferrovia secondaria è un risultato eccezionale), ma genera in Val Venosta un indotto turistico tale da compensare ampiamente in termini di gettito fiscale i costi che la provincia di BZ affronta per pareggiare il bilancio della ferrovia; d’altra parte anche il trasporto pubblico bellunese (Dolomitibus) non sarebbe sostenibile economicamente senza il cospicuo contributo economico della Regione Veneto (come implicitamente ammesso dal presidente del C.d.A. Pat in risposta alla richiesta di un relatore di ampliare l’offerta di trasporto pubblico durante i fine settimana per far fronte alla domanda di mobilità turistica); dovremmo chiudere Dolomitibus per questo? 3) non bisogna pensare con calma alle soluzioni, anzi, c’è estrema urgenza specie da parte veneta: d’altro canto il progetto preliminare di SAD per la ferrovia Bolzano Cortina è già pronto e SAD ha confermato il suo interesse e disponibilità a chiudere l’anello su Calalzo per collegare direttamente le Dolomiti a Venezia. Ci sono già i privati disposti a finanziare per il 50% la costruzione della linea che, secondo gli studi, genererebbe una tale crescita dell’economia turistica dell’area attraversata da garantire con parte del maggior gettito fiscale la copertura dei futuri costi di gestione… sinceramente a me sembra che ci sia più concretezza qui che nel progetto, finora mai visto, del collegamento autostradale…

  2. presumo che nessun “vivaista” abita in Cadore o in Comelico.

  3. ” non esiste un interesse concreto per tale collegamento ritenendo preferibile, dal suo punto di vista, il collegamento verso Dobbiaco”. Quindi a Bolzano sono contrari l’italiano non è un’opinione. Va bene che non bisogna dar fastidio ai bolzanini ma non esageriamo stravolgendo l’italiano.
    Se la Merano-Malles è in perdita che senso ha fare un’altra ferrovia sapendo già che perderà e qualcuno dovrà ripianare i conti? Anche perché la Prov di BZ e quella di BL hanno bilancio un po’ diversi no?
    Continuate a pensare che il trenino risolverà i problemi di Cadore e Comelico. Quando tutti i turisti andranno di là col trenino progettato da Bolzano però non venite a piangere.
    Saluti.

  4. sig. Michelangelo, ho difficoltà a capire il senso di quello che ha scritto… sicuramente un mio limite… il relatore austriaco non ha mai affermato di essere contrario a una ferrovia che sbucasse direttamente dal bellunese in territorio austriaco, ha invece affermato che non è un’infratruttura di loro interesse, ritenendo preferebile a loro modo di vedere, uno sbocco oltre confine e cioè nella Pusteria sudtirolese… i sudtirolesi,dal canto loro non hanno mai detto no a un collegamento ferroviario verso Dobbiaco o Brunico, anzi… quindi di cosa parliamo? Quanto alla Merano Malles ho già spiegato che difficilmente un servizio pubblico si paga da solo… ciò accade per quella ferrovia come per Dolomiti Bus o per quel che resta del sistema ferroviario bellunese… quindi sopprimiamo tutte le corse non remunerative? La faccenda va inquadrata nel rilancio complessivo dell’economia locale, cosa che in Val Venosta si è ampliamente verificata. La posso tranquillizzare che non verrò a piangere da lei, ma in una cosa le do ragione: quando l’alta velocità sul Brennero sarà ultimata e sarà in funzione anche il “trenino” (perchè lo faranno con noi o senza) se non saremo pronti con un’alternativa ferroviaria da sud “tutti i turisti andranno di là col trenino progettato da Bolzano”… a noi resterà qualche briciola…