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La ragazza del casino dei nobili, e quel nome di una famiglia nobile bellunese che nessuno vuole pronunciare

Nov 19th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

rita-da-pont-dino-bridda“Vuole denunciare il suo defloratore? No, no, nessuno mi ha forzata, nessuno mi ha violata”. Non voleva lanciare nessuna accusa, se c’era una colpevole era lei. Maddalena, la protagonista e vittima della violenza sessuale dei rampolli debosciati di una famiglia nobile bellunese, tace, terrorizzata da ciò che sarebbe potuto ancora accaderle se solo si fosse azzardata a pronunciare i nomi dei colpevoli.

La storia è contenuta negli atti processuali dell’anno 1788 conservati all’Archivio di Stato di Venezia Fondo Inquisitori di Stato divenuti fonte per il libro dal titolo “” (Edizioni Cierre) scritto dalla professoressa .

Sul nome del rampollo della nobile famiglia bellunese, tace anche il decano dei giornalisti bellunesi Dino Bridda, nel corso della presentazione del libro che si è tenuta venerdì pomeriggio in aula magna dell’Istituto “Segato Brustolon” di , a dimostrazione che anche oggi qualche problema c’è.

Quella descritta dall’autrice è una torbida vicenda di pesanti condizionamenti del potere, con violenze, intimidazioni, soggezione psicologica nella quale è coinvolta la protagonista Maddalena e l’alta società bellunese degli intoccabili di fine del 1700. Ma è anche la riproposizione del ruolo della donna nella società di ieri e oggi.

Belluno, periferia della Serenissima, fine del Settecento, sullo sfondo della piccola città si muovono la giovanissima Maddalena, serva presso la famiglia di uno speziale. Un giorno, vinta la naturale ritrosia, accetta la proposta di un conoscente e viene introdotta nel casino dei nobili, apparentemente adibito a luogo di studio. Una scelta che cambierà il suo destino. La rivoluzione francese è alle porte, mentre procede il lento cammino dell’emancipazione femminile.
Rita Da Pont, nata a Belluno, insegna Italiano e Storia. Dopo la laurea conseguita all’Università di Padova, ha continuato ad occuparsi di storia locale ed è autrice di volumi e saggi, con una particolare predilezione per la seconda metà del Settecento.

Nei due brevi video (ai link qui sotto), la professoressa Paola Bettiol legge due brani del libro durante la presentazione di venerdì 18 novembre 2016

https://www.youtube.com/watch?v=qosZ9KunHbA

https://www.youtube.com/watch?v=N2tFtaKMUDs

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