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direttore responsabile Roberto De Nart

I bandi del Piano di Sviluppo Rurale penalizzano le aziende agricole bellunesi. Le richieste della Provincia per migliorarli

Nov 10th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Palazzo Piloni sede della Provincia

Palazzo Piloni sede della Provincia

Belluno, 10 novembre 2016 – Nuovo appello della Provincia di Belluno alla Regione del Veneto per la salvaguardia delle terre alte. Questa volta a far discutere sono i bandi recentemente pubblicati dalla Regione stessa relativi alle misure 4.1.1 e 10.1.4 del Piano di Sviluppo Rurale i cui criteri hanno creato, per le piccole aziende della montagna bellunese disparità e penalità di vario genere escludendole di fatto alla possibilità di accedere ai finanziamenti.
Il bando relativo alla misura 4.1.1 “Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda – Bando montanga” ha delle griglie di punteggio che di fatto hanno danneggiato le aziende che non sono riuscite ad ottenere il punteggio minimo utile al finanziamento.

Per risolvere le criticità riscontrate in questo primo bando la Provincia propone di prevedere, per la tipologia di intervento “nuove costruzioni ad uso zootecnico” nel bando montagna, una priorità strategica (44 punti) o alta (30 punti) e salvaguardare, così, questi imprenditori nonché le produzioni locali e la coltivazione dei prati e dei pascoli di media ed alta quota. Inoltre è necessario prevederne l’assegnazione di un punteggio anche a chi conferisce ad una latteria non “Organizzazione di Produttori” oppure ad altra Cooperativa, premiando chi di fatto è associato, cioè chi si aggrega per migliorare l’offerta, i servizi, i costi, ecc. Tale punteggio dovrebbe essere, per le imprese localizzate in area montana, previsto in 4-5 punti se la cooperativa di trasformazione è una microimpresa.
La rimodulazione di questi punteggi porterebbe ad allineare sul medesimo piano tutte le aziende zootecniche provinciali (ora, per il punteggio qualità, sono favorite quelle associate a Lattebusche e alla Latteria del Cansiglio) che operano nell’allevamento e darebbe l’opportunità, ai produttori che intendono costruire nuovi ricoveri per la zootecnia, di avere strutture adeguate da un punto di vista igienico sanitario e del benessere degli animali.
Il bando relativo alla misura 10.1.4 “Gestione sostenibile di prati, prati seminaturali, pastoli e prati-pascoli” non tiene nella dovuta considerazione che la situazione dei terreni presenti a fascicolo aziendale delle aziende bellunesi, specialmente quelle localizzate in alta quota, contempla un elevatissimo frazionamento dei terreni, con la conseguente presenza di appezzamenti molto ridotti in termini di superficie e spesso non contigui. In queste realtà, l’applicazione del 10% della superficie mantenuta non sfalciata a livello di appezzamento diventa problematica o quasi impossibile.

La Provincia chiede, quindi, una modifica del range massimo di superficie aziendale da rilasciare, che dovrebbe passare da 2.000 a 10.000 metri quadri. In questa maniera le aziende dell’alta montagna potrebbero rilasciare non sfalciati appezzamenti più grandi in aree più circoscritte e più facilmente identificabili, prevedendone l’applicazione su un minimo di due appezzamenti.

Daniela Larese Filon

Daniela Larese Filon

La presidente della Provincia Daniela Larese Filon, auspica che considerato lo sviluppo che il settore primario sta avendo nella nostra Provincia, nella consapevolezza che le attività legate alla cura e alla gestione dell’ambiente montano producono utilità anche alla pianura e certa che i Fondi Europei di supporto all’agricoltura abbiano lo scopo di valorizzare ciascun territorio, con la conseguente necessità di prevedere misure capaci di dare risposte alle specifiche realtà, affinché il finanziamento di natura pubblica possa realmente tradursi in un investimento moltiplicatore di sviluppo e di ricchezza, che le osservazioni sottoposte all’attenzione della Regione del Veneto vengano accolte e, ancora una volta, sottolinea la necessità che il territorio bellunese sia chiamato a collaborare, per facilitare l’individuazione di quelle peculiarità montane dalle quali ritiene non si possa più prescindere per il confezionamento dei bandi futuri.

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