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La Trilaterale Zaia, Totti, Maroni, riscrive la legge di stabilità. “Costi standard, pubblica amministrazione e investimenti fuori vincoli di bilancio”

Nov 7th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“La legge di stabilità 2017 è insostenibile, perché anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”.

Zaia, Toti, Maroni

Zaia, Toti, Maroni

Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l”appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita” per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria”, spiega Zaia, ma “a Roma pensano in maniera sconnessa dai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico”, sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”.

C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire è troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”, continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’è trasportato al 2019”. Il fatto che il terzo incontro trilaterale si sia tenuto oggi non è un caso, perché “da giovedì la Conferenza delle Regioni dovrà esaminare la Legge di stabilità – spiega Toti – e il parere è complesso per molti presidenti di Regione, compresi alcuni del Pd che però appoggeranno la legge perché gli interessi di partito prevalgono su quelli degli elettori”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non è polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruirà dal palco della Leopolda, ma qua siamo nel paese che già esiste”. Perché “il futuro dove governa il centrodestra c’è già”.

4 Aree di intervento

“Spending review, federalizzazione delle entrate e dei tributi, richiesta economica su iniziative dirette e semplificazione”: sono le quattro aree d”azione individuate dai governatori di Veneto, Liguria e Lombardia, Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni.  Per quanto riguarda la spending review, i tre governatori propongono di “applicare i costi standard alla sanità e alla spesa pubblica in genere, compreso il numero di personale pubblico” e di “eliminare le prefetture”. Nell”opera di federalizzazione rientra invece “il riconoscimento dello status di Regione autonoma alle Regioni che che ne fanno richiesta”, la “regionalizzazione del debito pubblico”, il libero utilizzo per i singoli enti territoriali dei propri avanzi di amministrazione, e il permesso per gli stessi enti territoriali di utilizzare le proprie risorse finanziare “per realizzare opere pubbliche e in generale per attivare investimenti pubblici”. Sotto la voce relativa alle richieste economiche su iniziative dirette rientrano invece gli interventi di messa in sicurezza del territorio, “attraverso fondi da assegnare alle Regioni oppure, come per l’edilizia scolastica, con accensione mutuo a carico dello Stato di durata trentennale e compartecipazione degli enti coinvolti”. Le spese di investimento su specifici settori strategici vanno poi eliminate dal computo del pareggio di bilancio, e i tagli lineari alle Regioni vanno “bloccati”.

Per quanto riguarda la semplificazione, infine, i tre governatori propongono di trasferire alle Regioni le funzioni dell’Agenzia del demanio, della Sovrintendenza ai beni culturali, e del Corpo forestale dello Stato. Le funzioni amministrative relative a tutela del paesaggio, tutela dell’ambiente, difesa del suolo e gestione del demanio marittimo vanno poi regionalizzate, così come la Via (commissione di Valutazione impatto ambientale), mentre le Conferenze dei servizi vanno completamente eliminate. (Fat/ Dire)

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