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martedì, Luglio 7, 2020
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Prolungamento A27. Sernagiotto: “Dopo la bocciatura dell’Unione europea voglio sapere il parere dei cittadini. Sappiate che abbiamo perso 3 miliardi di finanziamenti europei grazie a Forza Italia”

Remo Sernagiotto e i rappresentanti di Vivaio Dolomiti
Remo Sernagiotto e i rappresentanti di Vivaio Dolomiti

“No, non mi arrendo”: queste le prime parole dell’onorevole Sernagiotto, che oggi si presenta ai giornalisti con carte alla mano. “Quello che voglio far capire alla gente – spiega l’europarlamentare –  è come sono andate le cose. Che la Plenaria bocci emendamenti passati in una Commissione non è cosa da tutti i giorni. Che un deputato prima voti sì in Commissione Trasporti (Paul Rübig, europarlamentare austriaco PPE) e poi cambi idea, non è cosa da tutti i giorni. La mia domanda è semplice: che giochi di potere stanno dietro a tutto ciò?

Era chiaro che il Pd e il Movimento 5 Stelle avrebbero votato contro, e ci sta. Ma che Forza Italia e il PPE prima si schierino a favore e poi cambino le carte in tavola, no, non mi sta bene. C’è un nome: Elisabetta Gardini, portavoce delle delegazione italiana di Forza Italia che ha indirizzato i voti. Ma c’è anche evidentemente un partito allo sbando, Forza Italia, che si spacca su una decisione così importante, dal momento che non hanno votato compatti”.

“Il mio messaggio – dichiara – è chiaro: oggi, se si vogliono fare investimenti, lavorare per sviluppare il Veneto, proporre innovazioni per il territorio, noi dei Conservatori e Riformisti rimaniamo l’unico gruppo politico serio di riferimento. Cari cittadini, sappiate che gli europarlamentari che avete votato hanno appena bruciato 3 miliardi di euro per l’Italia dicendo no al prolungamento dell’A27! I sud tirolesi stanno stappando una bottiglia di vino, gli introiti dell’A22 se li possono tenere stretti stretti”.

“Ma se credono – annuncia Sernagiotto – che io mi dia per vinto, si sbagliano di grosso. Sono già pronto ad organizzare banchetti in tutti i comuni del bellunese chiedendo il parere dei cittadini con un referendum popolare. Se i cittadini diranno sì, sono pronto a coinvolgere tutti i gruppi politici che credono nello sviluppo del territorio”.

“Il bellunese – dichiara Gianni Pastella, rappresentante di Vivaio Dolomiti – si è risvegliato dopo questo No. La gente ci ferma per strada e ci chiede di non mollare perché è sconcertata dall’intromissione di Dorfmann. Anche chi era dubbioso ora ci chiede di andare avanti. E noi di certo continueremo a portare avanti questo progetto. Vivaio Dolomiti non vuole fare politica partitica vuole solo concretizzare le proprie idee.”

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