Wednesday, 18 September 2019 - 07:04
direttore responsabile Roberto De Nart

Archeologia. Il convegno di Vittorio Veneto

Ott 18th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

scavo archeologiaSi è tenuto sabato scorso  nella Biblioteca Civica di Ceneda (Vittorio Veneto) la prima delle due giornate (la seconda è prevista per il 22 ottobre) del convegno titolato “Dalla Preistoria all’Alto Medio Evo nell’Antico Cenedese”.

L’evento culturale è stato organizzato dal Gruppo Archeologico del Cenedese per celebrare il 40° di attività; in un territorio posto tra il Piave e la Livenza, le Prealpi, la zona delle risorgive, come dire la parte settentrionale dell’Antico Ducato Longobardo del Cenedese.

Riferendosi ai dettami dello statuto che tiene in primo piano la collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Veneto ( ed oggi con la nuova e unica entità nata dalla riforma ministeriale), le associazioni venete e non solo, studiosi della regione Friuli, delle Università tra cui quelle di Padova, Farrara e Trento la scelta dei relatori invitati rispecchia età antiche e territori di intervento moderatore sarà Massimo Della Giustina. Dopo il saluto delle autorità aprirà i lavori Vladimiro Toniello con una relazione su geologia e fossili “ Evoluzione del paesaggio. Da 55 milioni a 10000 anni fa”, “Marco Peresani Docente dell’ateneo Ferrara tratterà il tema: dal Musteriano (50000 a.C.) al Mesolitico (8000 a.C.)”Neanderthal, sapiens e la frequentazione delle Prealpi. Cansiglio e oltre”.Aldo Villabruna e Carlo Mondini dell’associazione Amici del Museo di Belluno Amici illustreranno rispettivamente “ Il cacciatore epigravettiano di 14000 anni fa della Val Rosna(Belluno) e Neolitico -Eneolitico “Nel Bellunese e rapporti con l’area locale di Palù di Cordignano”, Roberto Michieli con “Abitare le aree umide della pedemontana nel Tardoneolitico. Il caso di Palù di Livenza e di Calmaggiore di Tarzo”, Valentina Donadel e Pietro Tasca ci saranno con “Il Cenedese nell’Età del Bronzo”. Con Benedetta Prosdocimi della Soprintendenza siamo all’età del ferro e a trattare “Testimonianze del territorio e tutela”. A Stefano Boaro è stato riservato l’aspetto dei luoghi di culto da Villa di Villa di Cordignano al Monte Altare con il punto sugli scavi dell’Università di Padova e la possibilità di un gemellaggio tra i due santuari. La prima giornata di lavori si concluderà con l’esposizione denominata “La via dei Santuari” curata da Eugenio Padovan, giornalista e Presidente del Circolo Amici del Museo dell’Alpago. Si tratta di un percorso da Vittorio Veneto attraverso la Val Lapisina, la riva del Lago di S. Croce posta ai piedi del Monte Visentin, l’Alpago e la Valle del Piave da Polpet a Gurina (Austria), (ricalcando sino al Passo di Monte Croce Comelico il percorso romano scoperto dal topografo Alessio De Bon)con l’esposizione delle varie scoperte delle necropoli alpagote di Pian de La Gnela (VII-V sec. a.C.), Staol ( I-IV sec. d.C.), Castellavazzo, la Stipe votiva di Lagole ( Calalzo), il Santuario del Monte Calvario (Auronzo).senza tralasciare l’accampamento romano tardo-antico di Passo di Monte Croce Comelico.

Pertanto un percorso poco conosciuto e trattato dagli studiosi che, tuttavia rispecchia ed evidenza, mediante i reperti scoperti nei vari siti il suo, tragitto e importanza. Si va dai bronzetti votivi di Castellavazzo , da unire con gli oboli celtici , alle lamine a pelle di bue di Lagole, Monte Calvario e Gurina che costituivano le offerte alle divinità in quei luoghi onorate; dal Norico a quelle dei santuari di Villa di Villa di Cordignano e Monte Altare di Ceneda.

Eugenio Padovan

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