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domenica, 29 Marzo, 2020
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Vogliono chiudere la Camera di Commercio di Belluno. La lettera delle Rsu e dei dipendenti

Camera di Commercio di Belluno
Camera di Commercio di

Le indiscrezioni delle settimane scorse sui contenuti del decreto legislativo di riforma che il governo si appresta a varare, non a caso, in questi giorni estivi, evidenziano un consistente taglio di funzioni e di personale camerale con messa in mobilità obbligatoria di oltre mille persone a livello nazionale.

Ad aggravare la situazione è comparsa nelle ultime ore una nuova bozza che conterrebbe – per Belluno e per le Camere di Commercio che si sono volontariamente accorpate con un processo di autoriforma per contenere i costi di gestione – un’ulteriore pesantissima e ingiustificata penalizzazione: la chiusura obbligatoria delle sedi secondarie, tra cui, appunto, la nostra.
Se le notizie venissero confermate, all’impatto fortemente negativo di una riforma concepita fin dall’origine con l’intento di smantellare le Camere di Commercio per privatizzare i servizi che queste istituzioni, con costi assai limitati, rendono alla collettività, si aggiungerebbe un nuovo e incomprensibile danno al nostro territorio, che verrebbe privato di un ulteriore servizio pubblico. Ne uscirebbero rafforzate quelle scelte politiche che accentuano, anziché provare a invertirlo, il processo di marginalizzazione e di desertificazione sociale ed economica che ormai da tempo contraddistingue la realtà bellunese, con tagli sempre più vistosi a servizi essenziali come sanità,
giustizia e trasporti.
Per l’ennesima volta è rimasto disatteso il principio, sempre sbandierato a gran voce, della specificità montana del Bellunese, che rimane una scatola vuota senza alcun riscontro concreto:
nella realtà dei fatti i servizi o vengono chiusi o prendono la strada della pianura con evidente disagio dei cittadini e delle imprese, soprattutto nelle terre alte.
Dopo aver proclamato lo stato di agitazione i dipendenti della Camera di Commercio hanno organizzato un presidio davanti alla sede camerale lo scorso 28 luglio per chiedere il rilancio dell’azione degli Enti camerali a sostegno dello sviluppo economico del territorio, durante il quale hanno incassato il convinto appoggio dei cittadini e l’interesse della stampa pur nell’assordante silenzio, salvo qualche rara eccezione, degli attori economici, degli amministratori e dei rappresentanti politici locali.
I dipendenti e le rappresentanze sindacali della Camera di Commercio di Treviso-Belluno – sede secondaria di Belluno, fanno ora appello a tutti i portatori di interessi, dagli amministratori ai politici locali, dalle imprese ai cittadini tutti, affinché facciano sentire forte la loro voce contro le ipotesi di progressivo smantellamento del sistema camerale e di chiusura forzata della sede secondaria di Belluno. In gioco non c’è solo il nostro posto di lavoro, ma anche il futuro di tutti, di una provincia che lentamente sta impoverendosi e scivolando a valle.
Il personale camerale desidera informare che è possibile aderire alla raccolta di firme contro la chiusura del presidio bellunese presso la sede di Piazza S. Stefano di Belluno.

Per ogni informazione si invita a contattare direttamente la Camera di Commercio sede secondaria di
Belluno allo 0437 955111.
RSU e i dipendenti della Camera di Commercio di Treviso-Belluno – sede secondaria di Belluno

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