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Domenica sera al Centro Giovanni 23mo di Belluno Mario Giordano presenta il libro inchiesta “Profugopoli”. Anche una pagina dedicata al Ceis e alla coop bellunese Integra

Ve la ricordate l’intercettazione telefonica dell’inchiesta Mafia capitale, dove Salvatore Buzzi,il numero uno della cooperativa “29 giugno” domanda a Pierina Chiaravalle : “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.
Mario-GiordanoA raccontare il grande business dei profughi ci sarà Mario Giordano direttore del Tg4 ed editorialista di Libero, domenica 31 luglio ore 21 in Sala Muccin del Centro Congressi Giovanni 23mo di Belluno per la presentazione del suo ultimo libro d’inchiesta giornalistica, intitolato “Profugopoli” (Mondadori editore 18,50 euro 167 pag.).
In poco più di 150 pagine Giordano svela gli affari che si celano dietro i principi di solidarietà ed accoglienza. Industrie che lavorano sulla disperazione altrui. “Mentre il 95% delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l’anno – scrive Giordano – ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in 12 mesi hanno aumentato il fatturato del 178%”!

Sotto la lente d’ingrandimento del noto giornalista finisce anche la cooperativa Integra di Belluno, nata nel 2000 da una costola del Ceis, Centro italiano di solidarietà, attivo nel recupero di drogati e alcolisti.
“E’ finita la stagione d’oro della tossicodipendenza”? – si chiede Giordano – Niente paura, c’è l’emergenza immigrazione”.
“Infatti nel maggio del 2014, ecco la svolta. La cooperativa Integra comincia ad accogliere stranieri prima a Belluno, poi a Treviso. Il fatturato triplica, era di 481.323 euro nel 2013 e diventa 1.340.511 nel 2014. Di questi 745.127 euro derivano dall’accoglienza profughi. Un aumento di fatturato del 178%. E nel 2015 – precisa l’autore – le entrate delle cooperative per l’accoglienza profughi sono ancora aumentate”.
Dove tutto è in regola, dunque, si parla di business. Ma il libro si articola in vari filoni, tra inadempienze, tangenti, corruzione e scandali. “Che vanno denunciati per rispetto ai tantissimi volontari perbene”.
A Trapani, ad esempio, c’è il prete con il vizietto, don Sergio Librizzi, direttore della locale Caritas, condannato a 9 anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Era appassionato di soldi, capolavori e abusi sui migranti.
Un appuntamento, insomma, con un cronista di razza, che piaccia o no, riferisce i fatti così come sono.
Incontro pubblico organizzato dalla Lega Nord Provincia di Belluno.

(rdn)

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