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giovedì, Maggio 28, 2020
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Provincia in dissesto. Bard. “Basta elemosine”!

Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti
Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti

“Basta con le elemosine, la Provincia è un malato grave e non la si può curare con aspirine o placebo”: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sulla preoccupante situazione delle casse di Palazzo Piloni.
“I nostri sindaci, il nostro territorio, sono sotto scacco delle elemosine che arrivano oggi dal governo, domani dai Fondi di Confine; – sottolineano dal consiglio federale – lo stato economico dell’ente è preoccupante, e non bastano le promesse di pochi milioni di euro per far cessare l’allerta”.
“Per il consigliere provinciale con delega al bilancio, Serenella Bogana, i trasferimenti annunciati dal sottosegretario Bressa per settembre si aggirerebbero attorno ai 3 milioni di euro, a fronte dei 4,8 milioni mancanti per chiudere il bilancio; e il resto? Verrà coperto col taglio dei costi e, quindi, dei servizi?”, chiedono dal Bard.
“L’abbiamo detto e lo ribadiamo: la provincia dei sindaci non funziona e non può funzionare, non per colpa loro, ma a causa di leggi e tagli che legano loro le mani, costringendoli a confidare nei mini-trasferimenti dell’ultimo minuto. Le necessità di questo territorio sono chiare: una provincia elettiva, con rappresentanti forti che possano contrattare realmente con Governo e Regione, e soprattutto una fiscalità differente. Che sia la zona franca, che sia l’autonomia finanziaria, che sia una nuova soluzione, ora non importa: il Bellunese lascia ogni anno a Roma quasi un miliardo di euro e si ritrova ad elemosinare pochi spiccioli per far pareggiare un bilancio, senza possibilità di investimenti e di progettualità. – spiegano dal movimento – Il destino di questo territorio non può poggiare solo su minimi trasferimenti o sui soldi di Trento e Bolzano. Il Governo, tramite i suoi esponenti bellunesi, si impegni a riconoscere quanto dovuto e quanto necessario alla provincia, senza scaricabarile e senza delegare alle province autonome i costi di gestione del territorio.

Quegli 80 milioni di euro all’anno sono soldi dei comuni di confine: se cominciamo a usarli per sopperire a quanto non fa lo Stato, rendiamo ancora più deboli quei comuni e mettiamo a rischio il futuro dei fondi stessi. Lo ha dichiarato anche l’europarlamentare Herbert Dorfmann durante una serata sul tema ad Agordo: i fondi di confine non possono e non devono sostituire il bilancio della provincia”.
“I bellunesi al governo a Roma comincino ad agire in questo senso. – concludono dal Bard – No alle promesse, no alle elemosine; risposte concrete, e a breve: qui non c’è più tempo per i giochi”.

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