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I due volti dell’economia bellunese: aziende innovative in forte crescita e imprese storiche che licenziano. Roffaré: “Serve un patto fra associazioni di rappresentanza, istituzioni e politica per rilanciare il mercato del lavoro”

Rudy Roffarè
Rudy Roffarè

Un patto fra associazioni di rappresentanza, istituzioni e rappresentanti politici per definire un percorso condiviso che possa mettere in rete aziende in crescita e imprese in crisi, per costruire insieme nuove opportunità per i lavoratori in difficoltà. La proposta è di Rudy Roffarè, segretario Cisl Belluno Treviso, che rilancia la necessità di un tavolo di lavoro con forte connotazione operativa in cui aziende, sindacati e amministratori possano confrontarsi per individuare strumenti e modalità per ricollocare i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ed attivare strumenti di solidarietà sia tra i dipendenti, che tra le imprese.

“In questi mesi – sottolinea Roffarè – ci sono stati timidi segnali di risveglio del mercato del lavoro e della produzione industriale in provincia di Belluno. Tuttavia la realtà del tessuto produttivo è molto articolato e complesso: da un lato ci sono aziende in espansione che hanno saputo investire in prodotto e innovazione e che hanno dipendenti giovani e con preparazione professionale medio-alta; dall’altro, imprese storiche che hanno dato molto in termini di crescita economica al territorio, ma che hanno subìto maggiormente la concorrenza internazionale e stanno licenziando. Purtroppo, in quest’ultimo caso, a soffrire sono soprattutto i lavoratori che hanno maggiori difficoltà a ricollocarsi, quelli attorno ai 50 anni”.

“E’ il mercato del lavoro che sta cambiando – prosegue il segretario Cisl Belluno Treviso – poiché sempre di più le aziende investono in prodotti ad alto valore aggiunto che necessita di lavoratori preparati, ma la Cisl è convinta che occorra rapidamente trovare una soluzione efficace per equilibrare l’economia ‘a due velocità’ che oggi caratterizza il nostro territorio e per continuare a creare quelle condizioni necessarie per garantire la coesione sociale che da sempre contraddistingue la nostra provincia”.

La Cisl ha più volte espresso la necessità di una forte sinergia tra associazioni di rappresentanza, istituzioni e rappresentanti politici per definire un percorso condiviso e un patto di solidarietà fra aziende in crescita e imprese in difficoltà, per non disperdere un capitale umano ricco di esperienze e capace di ripensarsi. “Abbiamo iniziato a ragionare tra di noi, ma serve un tavolo autorevole – afferma Roffarè – in cui ci si confronti su questi temi per individuare nuove modalità per ricollocare i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ed attivare strumenti di solidarietà sia tra i lavoratori, che tra le imprese. Le attività produttive in crescita devono assumere un miglior ruolo di integrazione sociale investendo sulla risorsa umana, dando pari opportunità di assunzione sia ai giovani, sia agli adulti espulsi dal mercato del lavoro ma riqualificati attraverso le politiche attive del territorio”.

“Le aziende virtuose ci facciano sapere – spiega Roffarè – quali sono i profili professionali di cui necessitano e si cooperi per l’accesso a bandi nazionali o regionali come Garanzia Adulti per fare della seria riqualificazione professionale. Questo è il messaggio che lanciamo: fare un patto forte con le aziende che assumono per offrire loro persone preparate e motivate in base ai profili professionali da loro richiesti”.

Il sindacato è continuamente chiamato a governare questi processi di cambiamento e quando le forze sono state unite in maniera propositiva, sono state salvate realtà produttive storiche come la ceramica Dolomite, la birreria Pedavena, la Cartiera di Santa Giustina, e governati delicati processi di riorganizzazione in aziende come Safilo, Zanussi, Lozza, Fedon, Marangoni, Zadra.

“Ci dobbiamo tutti riconoscere nella necessità di agire in maniera sinergica e di dar vita ad un sistema di relazioni strutturate e permanenti – conclude il segretario Cisl – per perseguire l’interesse comune della collettività locale tramite obiettivi e progetti concreti da realizzare come comunità”.

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