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Referendum costituzionale. Piccoli: “Il Pd bellunese ha iniziato la sua campagna di disinformazione con un’arrampicata sugli specchi”

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Il Pd provinciale ha iniziato la sua personale opera di disinformazione in vista del referendum costituzionale, dicendo che il territorio bellunese uscirà rafforzato da un sì alla Riforma. Non si capisce davvero come”.

A dirlo è il senatore Giovanni Piccoli.

“Sostenere che la riforma della Costituzione blindi la specificità delle Province interamente montane e confinanti con Stati esteri, come le Province di Belluno e Sondrio, non è quello che emerge dalla lettura dell’art. 40, comma 4, del disegno di legge costituzionale Boschi-Renzi”.

“A trovare cittadinanza nella nuova Costituzione – se prevarrà il sì – non sarà il principio che “Belluno è autonoma” o ha “un regime speciale”, bensì una diversa articolazione della sola competenza legislativa tra Stato e Regioni qualora intendano legiferare in materia di enti di area vasta. Punto e basta. La specificità rimane invece garantita – si fa per dire – unicamente a livello di legislazione ordinaria con la legge Delrio, perciò potenzialmente abrogabile o modificabile in futuro da parte del Parlamento”.

“Se si voleva fare un bel lavoro e gridare alla vera specificità, la “costituzionalizzazione” della peculiarità bellunese sarebbe dovuta passare per il riconoscimento alle Province montane, accanto alle cinque Regioni speciali, di condizioni particolari di autonomia. E questo nel famoso Titolo V, né prima né dopo. Questo sì sarebbe stato un segnale importante e non il solito giochetto di parole”.

E ancora: “Non solo, con la cancellazione del termine Province in tutti gli articoli della seconda parte della Costituzione, il legislatore costituzionale ha chiaramente lasciato intendere la sua volontà di decostituzionalizzare tutti gli enti provinciali, togliendo le garanzie che la Costituzione riserva loro”.

“Se fosse davvero stata costituzionalizzata la specificità, come mai delle Province montane non v’è traccia in quello che dovrebbe essere il “nuovo” titolo V?”, la domanda di Piccoli. “Una cosa è certa: da qui all’autunno il Pd provinciale, impegnato a tirare un colpo al cerchio romano e uno alla botte locale, sarà impegnato in una appassionante gara di arrampicata libera sugli specchi”.

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