Saturday, 18 November 2017 - 02:45

Tra le malghe delle Dolomiti per scordare i drammi del presente

Lug 17th, 2016 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina
Piani Eterni (www.magicoveneto.it)

Piani Eterni (www.magicoveneto.it)

Dopo gli eventi tristi di questa settimana – tra cui i fatti tragici di Nizza e il (simulato?) golpe in Turchia – non ci si sente più sicuri nemmeno tra le pareti di casa. Meglio uscire per trovare un po’ di vera tranquillità in montagna. Oggi decido per una passeggiata in Val Canzoi: mi han detto che la salita è lunga e faticosa. Quando vi arrivo infatti trovo una stradina forestale ripidissima in mezzo al bosco. Ma la meta varrà la pena…

Il fatto è che anche il cinguettio dei volatili locali, il forte odore di verde che sale dai prati, la bella giornata di sole non bastano a distrarmi dai tristi pensieri di quanto sta accadendo in Europa e nel mondo. Penso alle vittime innocenti, soprattutto ai bambini e l’immagine del piccolo cadavere con la bambola accanto che tutti abbiamo visto sulla stampa o nel web non vuole abbandonarmi. Cerco di mandarla via come faccio calciando via i sassi più grossi che vedo come un ostacolo sulla mia strada: sono continui però, e ci rinuncio. Così come all’idea che non si possa stare inattivi e che tutti abbiamo dei doveri. Non dico di fare come a Bassano dove alcuni si son stesi a terra in ricordo dei morti nella Promenade des Anglais a Nizza: credo che non serva a nulla. E allora che strumenti usare? La parola, la scrittura: adoperiamole per convincere le istituzioni italiane ed europee a prendere decisioni adeguate, a fare scelte politiche forti per mantenere la sicurezza o per lo meno la sensazione di vivere in un continente sicuro.

Nel frattempo quello che si prospetta varcato il passo del Porzil o di Covolada è un qualcosa che già s’intuisce dall’affascinante nome. I Piani Eterni, un tempo conosciuti come Piano Eterno.
Vaste estensioni di prati di erba dal colore verde smeraldo, sullo sfondo, verso nord, due montagne di calcare rosso, mentre a sud un magro bosco che culmina verso le strutture rocciose del Pizzoch-Tre Pietre. Ma a dominare su tutto un silenzio profondo che pare lambire anche zone lontane e vallate confinanti. Quello che ci vuole quando si ha bisogno di fare un po’ di pulizia tra i pensieri.

Piani Eterni o Piano Eterno è il nome della zona: un nome evocativo, un suggestivo toponimo che richiama alla mente gli scritti di Dino Buzzati. Forse uno degli posti più belli delle Dolomiti Bellunesi. Ora la mente va ai racconti meravigliosi originali dello scrittore giornalista: “I sette piani” in particolare, una lucida metafora del dramma interiore vissuto dall’uomo di fronte all’inevitabile precarietà della vita e della conseguente incapacità psicologica di adattarsi anche al solo pensiero della morte. L’uomo non vuole capire che il suo futuro non dipende da lui e obbedisce a leggi misteriose contro le quali non può nulla.

Lo stupendo panorama caccia via anche l’ultima immagine buzzatiana. Scorgo la malga Erera: è aperta. Cerco un ristoro forse più per l’anima che per il corpo. Noto che oltre al pranzo (o cena) con prodotti caserecci e agriturismo c’è anche la possibilità di alloggio. Ma oggi ho previsto un’escursione di un solo giorno e domani devo tornare in città.

Questa volta seduta davanti ad un bicchiere di vino ad ammirare il paesaggio, due battute scherzose con il gestore della malga sono di grande aiuto. Per un po’ riesco a scordare i drammi del presente e la tentazione di abbandonarsi e non tornare più in città è grandissima. Il malgaro mi dice poi che dai Piani Eterni si può scendere verso California e la valle del Mis per il vallone di Camporotondo, per un facile, ma lungo sentiero. Solo ad escursionisti espertissimi di questi luoghi e di questo genere di percorsi è consigliabile la lunghissima salita da Roncoi di San Gregorio. No. Opto per la strada più semplice. La discesa, come sempre, mescola alla fierezza del cammino, la prospettiva più prosaica del ritorno. Il sole all’orizzonte sta per calare: evidente metafora di questo millennio appena iniziato, ma già carico di storia.

Bruna Mozzi

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