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mercoledì, Maggio 27, 2020
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Non obbligatoria cravatta. I quadri di Franco Anselmi ad Auronzo di Cadore

“Non obbligatoria la cravatta”, la Mostra pittorica di Franco Anselmi rimarrà aperta fino al 31 luglio ad Auronzo di Cadore – Villagrande – Sala esposizioni del Municipio – Via Roma.

Franco Anselmi
Franco Anselmi

Franco Anselmi ritorna in provincia di Belluno con una nuova rassegna di opere realizzate attraverso una tecnica rinnovata. Ora è il rosso a dominare i soggetti dei suoi quadri. “Ho avuto il coraggio forse un po’ azzardato di fare piazza pulita con il passato – dichiara l’artista – e aprire un nuovo cassetto della mia esistenza. Così ho ricominciato a costruire con una visione più distaccata e su basi ironiche il mondo che mi circonda”.

Dal 1984 ai giorni nostri, Anselmi ha esposto le proprie opere in prestigiose mostre collettive e personali, in numerose gallerie sia nazionali che internazionali anche d’oltreoceano. Di lui Vittorio Sgarbi ha detto: “Franco Anselmi è un artista che ha due doti: la preziosità della stesura del colore e la vena ludica che suscita giocosità e divertimento. […] Ci comunica la giocosa serietà dell’infanzia con la sua capacità di evocare immagini dalle fiabe e di dare concretezza ai sogni. […] I suoi quadri ci conducono nel mondo degli animali, spassosi gatti guerrieri, o mici monocoli un po’ sbronzi davanti ad una bottiglia in cui annegano chissà quale dolore, civette e gufi ilari e inoffensivi. Il divertente zoo di Franco Anselmi è anche un palcoscenico di animali grossi ma non grossolani, pensiamo agli elefanti a cui fanno da contrappunto i cavalli che sembrano un po’ matti. Il suo universo è popolato anche di giocolieri baffuti, in stile anni trenta , di signore incappellate e persino di Madonne con bambino che si intrecciano in un immaginario pseudo-cubista. Anselmi è un poeta del quotidiano che guarda il mondo che lo circonda riscrivendolo poeticamente, come se fosse la visione di chi per la prima volta riepiloga dentro di se l’alfabeto della vita. Che siano animali o giocolieri in un paesaggio impossibile egli riesce a trascinarci per mano e con garbo in un mondo bidimensionale e coloratissimo. […] Artista indubbiamente colto, direi che egli ha anche compiuto incursioni nell’arte del lontano Oriente, da cui derivano certi suoi modi grafici e calligrafici.”

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