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Alessandra Buzzo è il nuovo presidente del Movimento Bard, Belluno Autonoma Regione Dolomiti. Alla vicepresidenza Andrea Bona: “No alla riforma costituzionale”

Andrea Bona e Alessandra Buzzo
Andrea Bona e Alessandra Buzzo

Alessandra Buzzo presidente e Andrea Bona alla carica di vice: questi i nomi scelti dal neonato consiglio federale di Belluno Autonoma Regione Dolomiti per guidare il movimento.

L’elezione di Alessandra Buzzo è arrivata al termine dell’assemblea generale straordinaria che ha portato anche al completamento del consiglio federale; sedici i nomi, rappresentanti delle quattro vallate, che siederanno nel nuovo organo: Ivan Minella, Andrea Bona, Gianni Slongo e Alfonso Liotta rappresenteranno il Feltrino; Silvano Merlin, Carlos Zanon, Jacopo De Pasquale e Diego Cason l’area Belluno/Longaronese/Alpago; per il Cadore/Zoldo, Marinella Piazza, Osvaldo De Lorenzo, Fortunato Panciera e Alessandra Buzzo; infine, in Agordino, Danilo Marmolada, Claudia Soppelsa, Silvano Savio e Giovanna Costa.

“Provo una grande emozione ed un grande orgoglio per questo incarico; – il primo commento di Alessandra Buzzo – sono pronta a lavorare per il territorio e per i cittadini, le sfide che abbiamo davanti sono impegnative: attendiamo ancore il rispetto dell’accordo per l’elettività della Provincia, mentre ci impegneremo con attenzione sui due fronti dei referendum autunnali. Le nostre posizioni sono chiare: no al referendum sulla riforma costituzionale, che non dà garanzie a Belluno, e sì a quello dell’autonomia veneta, perchè da buoni autonomisti appoggiamo tutte le battaglie che vanno in questa direzione”.

E’ toccato poi al neo-vicepresidente Andrea Bona approfondire le ragioni di queste posizioni, consolidate dopo il confronto con le assemblee di vallata: “Con la nuova riforma costituzionale, non c’è alcun riferimento preciso a Belluno, siamo rinchiusi dentro a un generico concetto di “aree montane”; spiega Bona – ci hanno tolto quel poco che avevamo: se non sono in grado di riconoscerci quanto ci spetta, dobbiamo almeno mantenere quanto già c’è, e per questo diciamo no alla riforma”.

Per quanto riguarda il referendum veneto, “più autonomia hanno i territori rispetto allo Stato centrale e meglio è. – continua Bona – Ci deve essere un riflesso diretto tra chi governa il territorio, chi paga le tasse e chi vive quel territorio; per questo siamo per il sì alla consultazione sull’autonomia del Veneto”.

Un “sì”, questo, che dovrà però tenere conto anche degli impegni della Regione verso il Bellunese: “Su questo tema, chiederemo un incontro al Governatore Luca Zaia – conclude Buzzo – dal quale vogliamo avere rassicurazioni ed impegni precisi per la provincia di Belluno”.

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