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mercoledì, Maggio 27, 2020
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Inizia la discussione sul referendum per l’indipendenza del Veneto

Antonio Guadagnini, consigliere regionale
Antonio Guadagnini, consigliere regionale

La discussione sull’eventualità di indire un referendum per l’indipendenza del Veneto, prospettata dai Progetti di legge 149 e 154, presentati rispettivamente dalla maggioranza e dal consigliere indipendentista Antonio Guadagnini, è cominciata oggi in commissione affari istituzionali, e già affiorano i malumori.

Il più scontento pare essere proprio Guadagnini, che già aveva avuto qualcosa da ridire qualche settimana fa, quando Lega Nord e lista Zaia Presidente avevano presentato il Pdl 149 sull’indipendenza veneta senza consultarlo. Allora il consigliere di SiamoVeneto, gruppo di cui è l’unico esponente e che fa parte della maggioranza, aveva presentato il suo Pdl per l’indipendenza, il 154, che non conteneva a dire il vero differenze sostanziali dal 149.

“Ora la commissione Affari istituzionali si trova a discutere due leggi quasi identiche; infatti – come ammette lo stesso Guadagnini – si procederà sicuramente ad un accorpamento. L’importante – continua Guadagnini – è che venga mantenuto il passaggio del suo Pdl in cui si specifica che il referendum per l’indipendenza verrà accorpato a quello sull’autonomia della Regione. In questo modo si garantirebbe un risparmio, si chiederebbe ai cittadini di votare su due temi simili e compatibili ma, soprattutto, si fisserebbe una data certa per il referendum per l’indipendenza. O meglio, appena il governatore Zaia dirà in che data si terrà il referendum per l’autonomia, sapremo anche quando si terrà quello per l’indipendenza”, chiarisce Guadagnini.

Ad irritarlo, però, è soprattutto la richiesta della minoranza, approvata dal presidente della commissione, il leghista Marino Finozzi, di procedere ad una serie di audizioni per capire la fattibilità giuridica e le ricadute di un’eventuale indipendenza del Veneto.

Le audizioni sono “un tentativo di perdere tempo” sostiene il consigliere di Siamo Veneto, “loro porteranno qualcuno che è contrario al referendum, io qualcuno che è favorevole, e saremo punto a capo”. Le opposizioni in effetti si dimostrano senza mezzi termini contrarie ai due Progetti di legge.

“Prima Zaia era per l’indipendenza, poi per l’autonomia, ora di nuovo per l’indipendenza, – commenta la consigliera tosiana Giovanna Negro – mi domando se la maggioranza possa ancora essere credibile su un tema così caro ai veneti”.

“Noi non neghiamo l’identità veneta, ma un conto è parlare di autonomia e un altro è collocarsi fuori dalla Costituzione parlando di indipendenza”, affermano invece i democratici, accusando la maggioranza di “azioni populiste” dettate da “una visione miope e di breve respiro”. “Vogliono agitare la bandiera dell”indipendenza? Bene, prima facciamo informazione e prevediamo tutti i passaggi istituzionali che ci permettano di valutare le possibili conseguenze della Venexit. Dopo la Brexit fare uscite di questo tipo senza documentarle, senza rendersi conto degli effetti economici e sociali è folle” concludono i democratici. (Fat/ Dire)

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