Wednesday, 22 November 2017 - 13:14

Ottantacinque anni fa a Polpet la celebrazione per la famiglia Boito, Silvestro, Camillo e Arrigo

Lug 5th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina
Gazzera, Gaggia, Starace, Bonsembiante, Molino

Gazzera, Gaggia, Starace, Bonsembiante, Molino

Celebrazione solenne a Polpet di Ponte nelle Alpi, il 20 luglio del 1931 in onore dei fratelli Boito, Camillo, Arrigo e del padre Silvestro, le cui anime hanno fatto ritorno al paese d’origine della loro famiglia, “Populeto” (dal latino pioppeto). Era questo, infatti, il vecchio nome della frazione di Polpet.

Ad accoglierli c’è un’orchestra di 40 musicisti con il soprano bellunese Hilda Monti, e la corale del Dopolavoro. La piazza del paese è gremita di gente, e il segretario federale di Belluno, avvocato Dino Gusatti Bonsembiante, dopo lo scoprimento della lapide ricordo murata sulla casa dei Boito, pronuncia il discorso commemorativo. “Le figure dei tre sommi populensi apparvero ieri sera – racconta il Federale – nella loro più fulgida luce. Tornò a noi Camillo Boito, spirito rinnovatore, antiaccademico, rivoluzionario e patriota, con il ricordo dell’opera sua di architetto, scrittore, critico, storico e polemista, dalla personalità inconfondibile”. Bonsembiante ricorda anche “L’animo grande di Arrigo Boito, poeta e musicista, spirito irrequieto perché mai pago dei suoi sogni d’arte sempre anelante alle eccelse sommità del bello”.

La cronaca dell’epoca, sulla pagina del Corriere della Sera, racconta la storia della famiglia Boito. Se Roma ha dato i natali a Camillo e Padova ad Arrigo, Populeto (ovvero Polpet), ha riaffermato di essere la patria vera dei due grandi, perché a Populeto nacque e trascorse l’infanzia loro padre Silvestro Boito. A monte del paese, sulle pendici del Monte Serva, c’è la casa che fu della famiglia. Un rustico quasi diroccato dalle finestre minuscole, che secondo una scritta di una trave del soffitto risale a sabato 5 maggio1542, data della “marenda del colmo” ovvero la chiusura del cantiere. Silvestro Boito nacque il 31 luglio del 1802 e divenne celebre pittore e miniaturista. I Boito furono contadini e zatteri, ma in paese conservarono la tradizione di fornire il maestro, che nelle ore libere dal lavoro insegnava a leggere, scrivere e far di conto ai ragazzini. Silvestro Boito fu il primo della sua famiglia a lasciare il villaggio rompendo quella tradizione, si sposò con la contessa polacca Giuseppina Radolonski, donna di raffinata cultura, dalla quale ebbe il primo figlio Camillo, nato a Roma il 30 ottobre 1836. E poi Arrigo nato a Padova il 24 febbreio 1842.

“Dalla genialità paterna e dalla nobiltà d’animo della madre, Camillo ed Arrigo erediteranno il carattere e lo spirito eletto. Con la madre trascorsero più volte nell’infanzia le vacanze estive a Populeto, e bellunesi essi amarono sempre considerarsi, mai sottacendo le loro umili origini”.

(rdn)

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