Tuesday, 21 November 2017 - 23:23

Sessant’anni fa Gronchi a Belluno parla di solidarietà e giustizia Nel suo discorso il presidente richiama le parole dette all’atto del suo insediamento

Lug 2nd, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Gronchi

Giovanni

Avevo con un vecchio debito, che il mio arduo ufficio di presidente della Camera non mi aveva mai permesso di assolvere. Sono perciò doppiamente lieto che le Olimpiadi di Cortina mi abbiano offerto l’occasione per venire a testimoniarvi il mio ricordo e l’animo solidale con cui io ho spesso seguito le vicende interne della vostra provincia”.

Sono le parole che il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (primo democristiano ad essere eletto presidente, il terzo della Repubblica Italiana dal 1955 al 1962) pronuncia in Municipio a Belluno il 28 gennaio 1956 dinanzi al sindaco di Belluno Barcelloni Corte, 40 consiglieri comunali e gli altri sindaci della provincia. Barcelloni Corte, a nome del Comune di Belluno dona al presidente un vaso artistico in argento massiccio.

Nella stessa mattinata, Gronchi era stato accolto in Duomo dall’arcivescovo Muccin, volontario della I^ Guerra mondiale e decorato al valore. Ed aveva fatto visita alle Caserme del 7° Reggimento Alpini e del 6° Reggimento Artiglieria da montagna, dove aveva invitato i comandanti a condonare le punizioni in occasione della sua visita.

So come l’attuale mio compito sia duro – prosegue il presidente – e tutte le volte che dalle autorità locali, con parole lusinghiere che certo non merito, ci si riferisce ai miei propositi, voi dovete credere che mi trema l’animo per il timore che, malgrado la mia tenace volontà, io non riesca ad assolverli come l’aspettativa popolare si attende. Ed è perciò che mi tornano gradite le cordiali manifestazioni come le vostre, non perché solletichino una mia vanità, che credo non esista, ma perché ho la fiducia di ritenerle un atto di collaborazione. Di collaborazione, infatti, vi è bisogno, se le parole del messaggio devono per l’Italia diventare fatti. Meditai a lungo prima di rivolgere la mia parola al popolo italiano, all’atto dell’isediamento; sapevo che avrei incontrato critiche per la forma inusitata del mio indirizzo, ma ritenni che il popolo italiano qualche cosa si attendesse, dopo che in dieci anni di durissima fatica e di durissimi sacrifici esso era riuscito per virtù di tutti, dei governanti, come delle masse lavoratrici, dei ceti medi, come dei ceti abbienti, a risalire la china dolorosa della sua rovina. Ritrengo che si dovesse dire al nostro Paese quali potevano essere le mete; se esso voleva continuare nella sua tradizione di fornire esempio al mondo di un saggio reggimento interno e, insieme, di un illuminato e ardito progresso. Ed è questa la ragione per cui rivolgendo di muovo agli italiani breve parole per l’anno nuovo, ho voluto richiamarli a quanto era stato il risultato del loro lavoro di questi dieci anni; non perché essi se ne compiacessero, quasi già il fatto fosse un punto di arrivo, ma perché avessero la coscienza di quanto era stato compiuto e lo considerassero come un punto di partenza verso le più alte conquiste, verso una più compiuta espressione della nostra civiltà.

In vostro vescovo nel salutarmi si è augurato che alla spada della forza possa essere sostituita, per virtù dei governanti,la bilancia della giustizia e la forza del diritto”… “Mi dicevano ieri a Pieve di Cadore che in certi paesi la guerra ha dato percentuali impressionanti fra dispersi e caduti; cifra così alta che forma insieme il rimpianto dei vostri cuori, ma anche la gloria e l’orgoglio della vostra dedizione al nostro Paese. E Dio voglia che questi sacrifici non siano più necessari…”.

La visita a Belluno del presidente Gronchi si è conclusa nella sede della Provincia dove ad attenderlo c’erano le giunte provinciali venete. Dopodiché l’auto presidenziale ha raggiunto dove il sindaco, onorevole Riva ha donato una medaglia raffigurante Vittorino da , una monografia di Panfilo Castaldi e un bronzo del Beato Bernardino.

Roberto De Nart

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