Monday, 16 December 2019 - 15:45
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Tutti lo vogliono. Cresce ancora l’area del prosecco doc. Assegnati altri 3mila ettari tra Veneto e Friuli

Giu 30th, 2016 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

 

cin-cinCon la delibera che sarà pubblicata sul BUR del 1° luglio 2016 la giunta regionale del Veneto accoglie la richiesta del Consorzio di tutela del Prosecco si ampliare il potenziale produttivo, iscrivendo nuovi vigneti di uve Glera allo schedario viticolo ai fini dell’idoneità al riconoscimento della denominazione di origine controllata.

La forza della domanda del mercato dunque spinge ancora la politica a legiferare in favore del potenziale produttivo. L’ultima manovra di questo tipo era stata fatta solo un anno fa, nell’aprile del 2015, quando erano stati approvati bandi per ulteriori tremila ettari di aree produttive destinate a quei viticoltori che avevano già diritti ed operavano nel mercato.

Dopo l’era dei capannoni, delle stalle e delle monocolture, ora è il momento delle bollicine, irresistibili soprattutto all’estero, dove di anno in anno segnano un aumento dei consumi.

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  1. Brutta notizia. Non sono pregiudizialmente contrario alla coltivazione del Prosecco ma a che tale coltivazione venga fatta con tecniche che immettono nel terreno, nell’acqua e nell’aria grandi quantità di prodotti fitosanitari (pesticidi e diserbanti) riconosciuti come dannosi per l’ambiente e per la stessa salute umana. Ancor più sono contrario che tali coltivazioni vengano fatte, con questi criteri, nel bellunese, dove il danno arrecato (irreversibile) è ancora maggiore perchè si opera in ambiente e su terreno sostanzialmente incontaminato. Produttori di Prosecco bio (il cui mercato segnala una crescita ancora maggiore di quella del Prosecco tradizionale) si lamentano della difficoltà di fare vino biologico nel trevisano perchè le derive dei trattamenti in convenzionale inquinano anche il prodotto biologico e nei terreni e in falda la presenza di residui fitosanitari è tale da non consentire coltivazioni bio … Mi sorprende l’incapacità della politica bellunese di cogliere l’opportunità di creare un distretto biologico nel bellunese e la sostanziale rassegnata accettazione di un modello di agricoltura intensiva dannoso per l’ambiente, per la salute e totalmente estraneo alla nostra tradizione.