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Rinnovo permessi di soggiorno per attesa occupazione. Martedì 28 giugno giornata nazionale di mobilitazione nei territori. Cgil e Cisl scrivono al prefetto per chiedere di estendere a 24 mesi il permesso di soggiorno agli stranieri che hanno perso il lavoro

Giu 27th, 2016 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore
Palazzo dei Rettori sede della Prefettura

Palazzo dei Rettori sede della Prefettura

Rinnovo dei permessi di soggiorno per attesa di occupazione, lettera al prefetto da parte di Cgil Belluno e Cisl Belluno Treviso per chiedere al governo di estendere a 24 mesi il permesso di soggiorno per i lavoratori immigrati che hanno perso il lavoro. L’iniziativa si colloca nell’ambito della mobilitazione nazionale proclamata da Cgil, Cisl e Uil per martedì 28 giugno per sensibilizzare le Prefetture d’Italia sulla questione, vista anche la mancata risposta da parte del governo alle ripetute richieste dei sindacati.

“Cgil e Cisl di Belluno – spiegano Rudy Roffaré segretario Cisl Belluno-Treviso e Mauro De Carli, segretario generale Cgil Belluno – vogliono sottolineare con la lettera al prefetto le ragioni di una mobilitazione e rappresentare le condizioni dei lavoratori immigrati che, a causa della crisi, hanno perso il lavoro e non sono riusciti a trovarne un altro entro un anno, mettendo quindi in discussione la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Per alcuni questo ha significato cercare in un altro Paese europeo nuove opportunità, in molti casi lasciando in Italia le famiglie in forti difficoltà, altri ancora sono finiti nella trappola del lavoro sommerso, da cui è molto difficile uscire e che, soprattutto, cancella i diritti fondamentali e le necessarie tutele civili e del lavoro oltre a rappresentare una concorrenza sleale al lavoro regolare”.

Con la legge 92/2012, la durata del permesso per attesa occupazione è stata portata da sei mesi ad un anno. Il permesso può essere ulteriormente rinnovato per “tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore” e nel caso in cui egli dimostri l’esistenza di un “reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale”. Malgrado ciò, anche in provincia di Belluno, sono moltissimi gli stranieri che si sono trasferiti all’estero o che sono scivolati nell’illegalità del lavoro sommerso, spesso con conseguenze ancora più drammatiche per i familiari a carico, con particolare riferimento ai minori, magari nati in Italia.

“Al governo, tramite il prefetto – affermano Roffarè e De Carli – chiediamo di estendere la proroga a due anni della durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione; di sanare le posizioni dei migranti che hanno già perso il permesso di soggiorno e di riprendere una lotta seria al lavoro nero”. A queste richieste, i rappresentanti sindacali bellunesi aggiungono anche quella di un interessamento del prefetto per definire la questione della sovrattassa (da 80 a 200 euro) richiesta per il rinnovo del permesso di soggiorno, che è stata ritenuta illegittima sia dalla Corte di Giustizia europea che dal Tar del Lazio.

 

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