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“Le signore dell’Alpago”, storia della necropoli preromana tutta al femminile

Giu 11th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Nel 2002, casualmente, a Pian de la Gnela in quel di Pieve d’Alpago, è venuta alla luce una situla bronzea (vaso a forma di cono rovesciato).

Le signore dell'AlpagoUna ghiottoneria per gli archeologi che hanno organizzato per i dieci anni seguenti una campagna di scavi su un’area di 486 metri quadri. Campagna fruttuosa che ha permesso di scoprire una necropoli preromana compresa tra il VII e il V secolo a. C. Ora il risultato di questi lavori è raccolto nel volume, edito dalla trevigiana Canova, “Le signore dell’Alpago” a cura di Giovanna Gangemi, Michele Bassetti e Diego Voltolini.

La necropoli, tutta al femminile e questo spiega quel termine “signore” del titolo, è composta da una quantità di tombe occupate da cassette di pietra che contenevano le ceneri dei corpi cremati. Come da costume ogni tomba conservava gli oggetti delle defunte che, essendo donne, sono anelli, fibule, pendenti di varie forme, aghi da cucito. E da questi reperti si è potuto risalire al tipo di società che viveva in questa zona del bellunese. Se ne deduce che i paleoveneti di quei secoli possedevano un grado di cultura abbastanza elevato e, come dimostra la bellezza della situla, avevano scambi con diverse regioni orientali e adriatiche.

Il ritrovamento va ad affiancare precedenti siti archeologici veneti ben noti come quelli di Mel e Cavarzano, ma anche di Este e di Padova, dove la civiltà paleoveneta aveva il suo centro più importante. Gli esemplari ritrovati manifestano una lavorazione artigianale raffinata e un elevato tenore di vita. Per l’archeologia veneta un tassello importante per la ricostruzione della civiltà preromana.

Sante Rossetto

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